Posted by pete1979 on June 19, 2013 in Attualità | ∞
La protesta fuori la sede della Ert di giovedì 13 giugno: erano tra i 10 e i 20 mila cittadini greci!!!
Quando si sente dire “prendiamo un aereo al volo” è andata proprio così…
Questo servizio è stato girato sabato 15 giugno ad Atene (per la puntata di “Uno Mattina Estate” di lunedì) quando io e Maurizio Amici siamo andati dai colleghi della tv pubblica greca, la Ert, che pochi giorni prima hanno visto spento il segnale delle trasmissioni dal Primo Ministro greco Samaras.
A “Uno Mattina” del 14 maggio 2013: I parlamentari del Movimento 5 Stelledevono restituire o meno la diaria non rendicontata per le spese della loro permanenza a Roma?
“Chi non restituisce si fa fuori da solo” dice Beppe Grillo, e in una riunione serale tutti i grillini convengono che verrà restituita. Però, per loro, il caso non c’è mai stato. Il giorno dopo a Montecitorio… un po’ di corsa…
Posted by pete1979 on April 24, 2013 in Calcio | ∞
Totti e Osvaldo con Pjanic dopo il gol del pareggio di Destro
Mentre in questi giorni ad essere sotto la lente d’ingrandimento sono le sorti politiche del nostro Paese, i 5 stelle, o meglio, le 5 stelle sembrano non andare di moda sul campo di calcio, quello dove gioca la Roma di Andreazzoli.
Carlos Bianchi all’arrivo nella Roma di Franco Sensi
Assodato che nell’ultima partita di campionato contro il Pescara di vere stelle in campo ce n’era solo una (tale Francesco Totti) e altre tre, forse, lo saranno (Lamela, Destro e Nico Lopez), il successore di Zdenek Zeman ha tentato di far rimpiangere una vecchia conoscenza dei tifosi della Roma, Carlos Bianchi.
Era un Roma-Sampdoria quando l’allenatore argentino, nel disperato tentativo di rimontare una partita, inserì in campo un numero spropositato di attaccanti, 4, il più folcloristico era senza dubbio il colored svedese Martin Dahlin.
Andreazzoli, domenica scorsa, è riuscito invece a superare questo piccolo record (negativo): 5 attaccanti in campo alla ricerca di una vittoria contro il modestissimo Pescara. È solo l’ultima scelta tattica che ha lasciato un po’ perplessi chi si aspettava un Andreazzoli in grado di poter salvare dal fallimento la seconda stagione consecutiva degli americani.
Lo storico vice-allenatore di Spalletti, e uomo di fiducia della società, è riuscito sì a riportare una certa serenità nell’ambiente giallorosso, portando a casa qualche vittoria importante, facendo pensare anche solo per un attimo ad una sua eventuale riconferma per la prossima stagione.
Mattia Destro contro il Pescara nell’ultima giornata di campionato
Prima delle 5 punte schierate domenica scorsa, altre perplessità erano nate a Genova da un Lamela costretto a fare la diagonale difensiva perché relegato come unico uomo di fascia, sulla destra.
Insomma, oltre a non perdere occasione di ricordare la ricostruzione fatta sul piano morale dello spogliatoio, riportando la normalità in un ambiente giallorosso stressato dall’effetto Zeman bis, l’allenatore di Massa non ha fatto molto di più… al momento… perché c’è ancora una qualificazione in Europa da raggiungere e una finale da vincere.
In attesa dell’arrivo di James Pallotta a Roma, il nuovo presidente dell’A.S. Roma è tenuto a dare delle risposte accumulatesi in questo periodo lontano dalla Capitale. Purtroppo è e sarà sempre così, il “territorio” è il territorio, e poco serve la figura di Italo Zanzi che come un disco rotto non smette mai ricordare – in conferenze stampa istituzionali societarie o magari tramite twitter – del progetto (vincente?) a medio e lungo periodo degli americani.
Kark-Heinz Rummenigge e Uli Hoeness
L’ultima tornata di Champions League ha visto un crollo della Juventus campione d’Italia o, forse meglio, l’incredibile solidità, fisicità e intraprendenza del Bayern Monaco. Ma quello che si vede sul campo verde all’Allianz Arena è anche un mix di quello che si vede, o vedrà, fuori dal campo. C’entreranno qualcosa la figura di Karl-Heinz Rummenigge e Uli Hoeness in tribuna? E il nuovo direttore sportivo Mathias Sammer, che in passato schifava il Bayern e qualsiasi cosa succedesse in Baviera? E in panchina? Quanto conta anche un allenatore come Jupp Heynckes che già sa che sarà l’ultimo anno alla guida del Bayern, ma nonostante questo punta sia al campionato (quasi vinto!) che alla Champions? E il Guardiola in arrivo?
James Pallotta con Franco Baldini allo Stadio Olimpico
Di tutte queste figure che, in un modo o nell’altro, hanno fatto la storia del calcio tedesco, neanche una è avvicinabile ai nostri Zanzi, Baldini, Sabatini, Luis Enrique, Zeman, Andreazzoli. Quando si parla di “territorio” si parla di “campo”, si parla di scarpini sotto il doppio petto, di presenza sul campo di allenamento e durante il riscaldamento pregara della squadra.
Chissà se così, in una città come Roma, si potranno evitare di figure disgustose come quella di sabato scorso a Palermo. Che ne pensa Mr. Pallotta?
Posted by pete1979 on March 11, 2013 in Calcio | ∞
Il Re Leone
Si può correre il rischio di passare per nostalgici ma nella Roma degli ultimi 12 anni non c’è più stato nessuno in grado di avvicinare il carattere e le caratteristiche del centravanti, uno alla Batistuta insomma. Totti a parte (come in altre molte le cose), per la squadra giallorossa hanno provato a vestire la maglia “numero 9″ Vucinic, Borriello e Osvaldo. Quest’ultimo ha provato a far ricordare il bomber argentino dello scudetto 2001 anche con l’esultanza della “mitraglia“, ma di questi tempi a Roma non ci si ricorda neanche più di quella.
Eppure proprio l’italo-argentino, se si riguardano i gol degli ultimi anni con la maglia di Espanyol e Roma stessa, è quello che più di tutti potrebbe assomigliare a Batistuta: ottima tecnica individuale, rapace in area di rigore, colpo di testa e anche più bravo a muoversi lontano dai 16 metri, lontano dalla porta insomma. Però, c’è un però, senza quella testa giusta per poter affrontare le situazioni difficili, come quella attuale, di un periodo di magra senza gol. Che dovrebbe dire allora il povero Cavani che tra poco si ritroverà il principale responsabile per non esser riuscito, da solo, a tenere il passo della Juventus?
Vucinic in maglia giallorossa
Ci aveva provato pure Vucinic a vestire la maglia numero 9 della Roma, quella del centravanti, ma il montenegrino è stato, è e sarà tutto tranne che un vero attaccante di peso, quello da 20 gol a stagione insomma.
E pensare che l’attaccante ex Roma riceve attualmente anche le critiche di alcuni tifosi juventini: tira forte di collo quando dovrebbe piazzare la palla, apre il piatto quando invece dovrebbe sfondare la rete.
Non aveva il numero 9 ma il 22. Anche Marco Borriello c’ ha provato, ma non c’è riuscito. Per l’attaccante napoletano, però, le attenuanti per non aver avuto mai un allenatore che credesse davvero nell’attaccante di peso: Luis Enrique prima, e Zeman poi. Prima di questi 2 allenatori, anche per Borriello un rigore rubato (a Pizarro) in una trasferta di Champions di Donetsk nel 2011 e quel labiale (v. video alla fine, ndr) sui quei presunti “25 mila gol” segnati che non giustificavano una sua presenza in panchina.
Un’esultanza di Borriello dopo un gol con la Roma
A differenza di Osvaldo, però Borriello sta riconquistando fiducia in se’ stesso, non tanto nei suoi 6 mesi juventini quanto nel Genoa dove sta offrendo delle ottime prestazioni (8 gol finora, ndr) nonostante la delicata situazione di classifica della squadra ligure. E proprio Borriello ha ancora un contratto in essere, scadenza giugno 2015… Sapete con chi? Con la Roma. Un possibile ritorno di fiamma?
Una ventata di normalità era quello che si auspicava e si sperava con l’arrivo di Aurelio Andreazzoli alla guida della Roma. Basta con quei ritmi frenetici, con quelle verticalizzazioni a prescindere e con quel modulo difficilmente “calzabile” su questa rosa costruita da Baldini e Sabatini nella scorsa estate.
È stato lo stesso ds romanista, per esempio, alla presentazione dell’ultimo acquisto Vasilis Torosidis, a dire che il greco non era proprio il prototipo di terzino che poteva fare al caso del Zeman. E proprio l’ex capitano dell’Olympiakos, invece, è stato uno dei migliori nelle tre uscite di Andreazzoli.
Il gol di Torosidis a Bergamo contro l’Atalanta
Non c’è da stupirsi quindi se la squadra romanista, sempre contro l’Atalanta riesce a segnare proprio con Torosidis, con la classica palletta “spallettiana” (di Bradley nel caso specifico) sulla fascia alle spalle dei terzini; non c’è da rimanere increduli, non tanto il fatto che segni Perrotta, ma che il 35enne arrivi al gol con il classico taglio “spallettiano” sul cross sul primo palo.
Guarin contro Marquinhos nella gara d’andata di Coppa Italia
In striscia vincente da 3 partite, nell’ambiente Roma torna di moda il raggiungimento del 3° posto, lontano non dal punto di vista numerico di punti in classifica, quanto nel numero di squadre che ha davanti a se’ e che dovrebbero calare vistosamente tutte. Il vero obiettivo è quel 17 aprile nel quale la squadra giallorossa giocherà a San Siro nella partita di ritorno della semifinale di Coppa Italia.
Un’eventuale passaggio del turno, oltre a regalare il derby romano in finale, regalerebbe, probabilmente, una qualificazione in Europa League che rimane l’obiettivo minimo per una stagione, per il secondo anno americano consecutivo, partita male