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BARBAPRESS/ E’ finita la caccia a Osama Bin Laden: dopo 10 anni, la fine arriva ad Abbottabad, in Pakistan! [SCHEDA "UNO MATTINA" 3/5/2011]

Posted by pete1979 on May 3, 2011 in Attualità, Esteri |

3.523 giorni. Tanto è durata la caccia all’uomo più ricercato del mondo.

Nemico numero 1 dell’America di Bush, che subito dichiarò di volerlo “dead or alive”, “vivo o morto”. Per 10 anni Osama Bin Laden è stato capace di nascondersi tenacemente al mondo. Protetto, certo, ma da chi?

All’indomani dell’11 settembre, l’America pensa che possa trovarsi intorno a Kandahar e cerca di stanarlo, bombardando le impenetrabili montagne di Tora Bora, il primo e quasi mitologico rifugio dello sceicco. Ma lui sfugge. Diventa un fantasma, sparisce nel nulla.

Forse è nelle regioni tribali del Pakistan, forse nei villaggi pasthun del Waziristan, protetto dai servizi segreti di Islamabad e dal Mullah Omar, il leader dei talebani afghani. Ma la verità è che nessuno sa dove sia finito.

Del 7 ottobre, il suo primo messaggio audio: Osama si rallegra per l’attacco che Allah ha sferrato al cuore dell’America. Un anno dopo, il 9 settembre 2002, rivendicherà ufficialmente l’attentato. Da allora, e per 10 lunghi anni, Bin Laden e il suo numero 2, l’egiziano Al-Zawahiri, hanno diffuso oltre 60 messaggi.

Alternati a lunghi e misteriosi periodi di silenzio, che facevano pensare ad un’aggravarsi delle sue condizioni di salute. Leggende, voci, falsi avvistamenti. Più volte Bin Laden viene dato per morto.

Fino a quando, nel novembre 2007, la scomparsa leader pachistana Benazir Bhutto ne annuncia la morte ad Al-Jazeera: per qualche momento il mondo tira un sospiro di sollievo. Poi, ingoiata la delusione, e messa sopra la testa dello sceicco una taglia da 50 milioni di dollari, la caccia riprende. 100 agenti della Cia fanno base a Islamabad e Obama, arrivato alla Casa Bianca, non smette di cercarlo.

Fino a ieri. Quando uno dei più fidati corrieri di Bin Laden, intercettato, spiato e seguito per mesi, conduce gli uomini del presidente ad Abbottabad, una cittadina ad un’ora di macchina da Islamabad.

Questa, almeno, è finora la versione ufficiale. È l’una di notte, ora locale. Un elicottero si alza in volo. Scatta il blitz per stanare una volta per tutte lo sceicco del terrore. E la Storia, in pochi minuti, si compie.

A raccontarla per primo, però, non è un grande network internazionale. È un uomo qualunque, Sohaib Athar, che dalle finestre di casa sua sente i rumori, guarda fuori, e racconta su twitter la fine di un’epoca.

E la morte di Osama.

di Costanza Melani per “Uno Mattina” del 3/5/11

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