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Palla a Barba… Di Francesco, puzza di dimissioni

Posted by Barbapress on Dicembre 14, 2018 in Calcio |

Di Francesco? Sento puzza di dimissioni. Ci avevano detto che: 

  • la Juventus aveva vinto il campionato prima il campionato stesso iniziasse
  • abbiamo dovuto sacrificare dei giocatori che (forse) facevano spogliatoio
  • dovevamo affidarci a dei giovani buoni ma ancora troppo acerbi

… ma non ci meritiamo assolutamente queste 15 partite di nullità in campionato, tra alti e bassi… anzi molto più bassi che alti! 

Kostas Manolas sotto lo spicchio dei tifosi inferociti a Plzen

In questa situazione, quindi, per Manolas è colpa di tutta la squadra meno che i 4 difensori (v. dichiarazione post Viktoria Plzen); per Kolarov è colpa dei giovani; ricordate il povero Olsen per terra a Cagliari senza che nessuno andasse a sostenerlo?

Il povero Olsen poco prima del 2-2 di Sau a Cagliari

Insomma questa Roma non ha più un gruppo, e c’è chi parla (anche legittimamente) di voler cambiare l’allenatore: ma facciamo molta attenzione ai nomi che girano. C’è qualcuno di molto pericoloso che si affaccia… ATTENZIONE!

Serse Cosmi si candida per una panchina da traghettatore?

Non ci rimane altro che tifare! Domenica sera arriva il Genoa e ci sarà da soffrire pensano alle scorribande sulla fascia di Lazovic e ai contropiedi del velocissimo Kouamè.

Forza la Roma!

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Palla a Barba… post polemiche Var contro l’Inter (10^ puntata)

Posted by Barbapress on Dicembre 6, 2018 in Calcio |

Roma-Inter 2-2: difficile commentare una partita che è stata profondamente segnata da un mancata concessione di un rigore per la squadra giallorossa e un contatto Perisic-Zaniolo da cui poi è scaturito lo 0-1 di Keita. La Roma di Di Francesco ha giocato con il “cuore”, recuperando 2 volte il risultato, contro una squadra molto più formata, più sicura delle proprie certezze, più strutturata fisicamente, con più opzioni anche in panchina.

Zaniolo Roma Inter

D’Ambrosio su Zaniolo, niente VAR

Dopo la discesa in campo nel post partita perfino di Francesco Totti, tutti si sono “scusati”, tutti hanno parlato di un errore inconcepibile: l’errore rimane.

Kolarov Roma Inter

Kolarov su rigore per il 2-2

Una grande prestazione di Nicolò Zaniolo contro l’Inter è riuscita ad oscurare (oltre alle mancate decisioni di arbitro e VAR) gli altri problemi della squadra.

In un ambiente complicato come quello romano addirittura ora ci si pone un altro e nuovo problema: Zaniolo, Lorenzo Pellegrini e Pastore… chi sarà ora il trequartista di questa Roma? La ricaduta dell’infortunio di Pellegrini per il momento placa questa discussione e questo “non-problema”. Ora c’è il Cagliari! Forza la Roma!

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Palla a Barba… post Udine e Champions League (9^ puntata)

Posted by Barbapress on Novembre 30, 2018 in Calcio |

Un passo avanti e due indietro, un passo avanti e due indietro. E così ci ritroviamo dopo la sconfitta di Udine e in Champions League contro il Real Madrid a ridire sempre le stesse cose: poca voglia di vincere, di combattere, poca determinazione, poco tutto insomma.

Pellegrini Roma Udinese

Pellegrini contro Samir in Udinese-Roma

E sono sempre le stesse cose quelle che si sentono nelle analisi post-partita di Di Francesco: partite DOMINATE, 20 calci d’angolo, 15-20 tiri in porta a partita, percentuali record alla voce “possesso palla”.

Di Francesco Inter Roma

Eusebio Di Francesco rischia il posto?

Ma è possibile che il nostro mister non abbia capito che forse è proprio una strategia avversaria quella di lasciarci giocare e chiudersi dietro? (ma secondo me Di Francesco l’ha capito!)

E ora Roma-Inter domenica sera, squadra ridotta all’osso: in panchina avremo 2 centrali di difesa, 2 terzini e forse un attaccante (Under) nel caso Florenzi venga avanzato con Santon alle sue spalle. Per vincere contro l’Inter serve però SOLO una bella dose di ROMANISMO. Forza la Roma!

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Palla a Barba… post Roma-Sampdoria (8^ puntata)

Posted by Barbapress on Novembre 15, 2018 in Calcio |

La Roma ha vinto, quella contro la Sampdoria è stata per molti la migliore prestazione casalinga della squadra giallorossa di quest’anno (e ci voleva poco visti i precedenti).

Olimpico Roma Sampdoria

Roma – Sampdoria vista dallo stadio

Ma soprattutto per me, dallo stadio questa volta, è stato utile vedere tutte quelle piccole cose che dalla tv non si percepiscono minimamente:

  • Nei momenti di difficoltà Olsen era usato come playmaker, mentre i giocatori non si aiutavano e sostenevano minimamente dopo ogni errore
  • Nzonzi le tocca tutte, 1 max 2 tocchi… e se non le tocca ti fa andare dove decide lui
  • El Shaarawy gioca sempre… per tutto quello che non si vede negli highlights
  • Juan Jesus non ha più la pancia e Manolas finalmente è un leader difensivo (con tutte le sue carenze mentali)
  • Roma è una città troppo generosa: uscita tra gli applausi per Schick che prima del gol era da 4 in pagella

Schick Roma Sampdoria

Schick dopo il gol del 2-0 contro la Samp

Ora una meritata pausa dove, attenzione (!), ora in molti proveranno a tornare sul carro dei vincitori. Si leggono “strane” cose sull’operato di Monchi: ora molti giocatori sembrano convincere l’intero Ambiente… ma chissà quanto dureranno queste belle parole…

Il commento di Paola Di Caro post Roma – Samp

 

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Palla a Barba… post simulazione Simeone (7^ puntata)

Posted by Barbapress on Novembre 9, 2018 in Calcio |

Come si fa a non parlare della simulazione di Simeone? Come si fa… ???

Roma Olsen Simeone

La simulazione di Simeone in Fiorentina – Roma

La Roma di Firenze ha deluso, o meglio, non ha convinto. Stavolta non per demeriti completamente imputabili alla squadra giallorossa anche se ci ha messo circa 20 – 25 minuti per riprendersi psicologicamente dal torto subito (troppi!).

Roma Florenzi Fiorentina

Florenzi dopo l’1-1 a Firenze

Poi grazie alla rabbia e alla “tigna” siamo riusciti almeno a portarci via almeno un punto dal Franchi di Firenze.

In Champions contro il CSKA invece abbiamo vinto la terza partita consecutiva, è la seconda volta nella nostra storia (non succede così spesso), ma solo 3-4 giocatori hanno davvero convinto. Manolas, Nzonzi, Pellegrini e Kluivert sono stati gli unici che hanno dimostrato di “volersi mangiare” il campo.

Kluivert Mosca Roma

Kluivert, uno dei migliori nella trasferta di Mosca

Cosa significa? Correre “leggeri”, arrivare prima sui palloni, interventi sempre puliti, voglia di lottare, voglia di dare spallate, insomma… di CORRERE!

Ora la Samp in casa alle 15 di domenica. Sarà forse l’occasione di rivedere Shick dal primo minuto?

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Thorgan Hazard, serve davvero un attaccante per risollevarsi?

Posted by Barbapress on Novembre 7, 2018 in Calcio |

Hazard Roma calciomercato

Thorgan Hazard con la maglia del Borussia ‘Gladbach

Thorgan Hazard prossimo obiettivo della Roma?

All’immediata vigilia della partita della Roma a Mosca in Champions League, mentre Eusebio Di Francesco non riesce più a nascondere gli “alti e bassi” della squadra capitolina , il direttore sportivo Monchi pensa già alla finestra di Calciomercato invernale. Una sessione che dovrà necessariamente apportare qualche correttivo alla sessione estiva di trasferimenti che ha provocato più di qualche critica.

Hazard Eden calciomercato

Thorgan Hazard, fratello minore del campione Eden del Chelsea

Quella mancanza della giusta precisione e incisività in attacco sta facendo pensare al ds Monchi ad un altro attaccante esterno. Un obiettivo non più segreto sembra essere Hazard, attenzione – il fratello minore di Eden, Thorgan Hazard.

Già nelle mire del ds ex Siviglia, il classe ’93 belga da tempo piaceva a Monchi ma non lo convinceva appieno per via della sua scarsa vena realizzativa. Gol che invece non sono tardati ad arrivare in questo inizio di campionato: il giocatore belga su 12 partite in Bundesliga con il ‘Gladbach ha realizzato già 10 gol e ha fornito 4 assist per i suoi compagni di squadra.

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Matic e quel “NO” al Remembrance Poppy

Posted by Barbapress on Novembre 6, 2018 in Calcio |

Matic Manchester Premier

Matic nell’ultima partita in Premier senza il “Remembrance Poppy”

Avete presente quel “papavero rosso” sulle maglie dei giocatori della Premier League durante tutto il mese di novembre? È il “Remembrance Poppy”, quel fiore rosso simbolo del ricordo della fine della Prima Guerra Mondiale e delle altre guerre.

Quel logo va dal 2012, nel mese di novembre, perché l’11 in Gran Bretagna si celebra il “giorno del ricordo”, anniversario (quest’anno il centesimo) dall’Armistizio di Compiègne.

IL CASO NEMANJA MATIC

Matic Premier Bournemouth

Nemanja Matic contro il Bournemouth

Beh, Nemanja Matic non lo vuole perchè gli ricorda le bombe in Serbia del 1992. Il centrocampista dello United, nell’ultima uscita contro il Bournemouth, non l’ha voluto appuntarlo sul proprio petto.

Il centrocampista serbo lo ha spiegato sul suo account instagram:  “Comprendo perfettamente il motivo per cui tutti indossino i ‘Remembrance Poppy’ , rispetto il diritto di ognuno e ho totale compassione per coloro che hanno perso i loro cari a causa dei conflitti.

Ma per me, in ogni caso, è soltanto il ricordo di un attacco subito quando ero un dodicenne spaventato che viveva a Vrelo, mentre la mia terra veniva devastata dai bombardamenti in Serbia del 1999.”

 

Visualizza questo post su Instagram

 

I recognise fully why people wear poppies, I totally respect everyone’s right to do so and I have total sympathy for anyone who has lost loved ones due to conflict. However, for me it is only a reminder of an attack that I felt personally as a young, frightened 12-year old boy living in Vrelo, as my country was devastated by the bombing of Serbia in 1999. Whilst I have done so previously, on reflection I now don’t feel it is right for me to wear the poppy on my shirt. I do not want to undermine the poppy as a symbol of pride within Britain or offend anyone, however, we are all a product of our own upbringing and this is a personal choice for the reasons outlined. I hope everyone understands my reasons now that I have explained them and I can concentrate on helping the team in the games that lie ahead.

Un post condiviso da Nemanja Matic (@nemanjamatic) in data:

“In precedenza l’avevo indossato, è vero, ma dopo una riflessione personale credo che non sia giusto che io indossi il papavero sulla mia maglia. Non voglio sminuire questo simbolo ne offendere la Gran Bretagna: è solo una scelta personale. Spero che tutti possano capire le mie ragioni e che io possa ora concentrarmi sulla squadra per le prossime partite”.

IL CASO McCLEAN

Lo stesso identico caso che ricorda, qualche anno fa, la storia di James McClean che quel simbolo non lo ha mai digerito.

Bloody Sunday, 1972

Lui, nato a Derry nell’Irlanda del Nord nella tenuta di Creggan dove vivevano sei dei 28 civili disarmati colpiti dai soldati britannici nella Bloody Sunday del 30 gennaio 1972. Quattordici i morti quel giorno, quando il 1º Battaglione del Reggimento Paracadutisti dell’esercito britannico aprì il fuoco contro una folla di manifestanti per i diritti civili.

Gli U2 ne hanno una meravigliosa canzone, McClean invece protestò in un altro modo: “So che la mia decisione continuerà a creare polemica ma chiedo rispetto così come io sono rispettoso delle persone che scelgono di indossarlo”.

Il motivo? “A causa della mia storia non posso proprio indossare qualcosa che rappresenti la Gran Bretagna”.

McClean Remembrance Poppy

4 novembre 2017: James McClean rifiuta il “Remembrance Poppy”

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Palla a Barba… post Napoli – Roma (6^ puntata)

Posted by Barbapress on Novembre 2, 2018 in Calcio |

Napoli – Roma, cosa dire dopo la trasferta dei giallorossi al San Paolo? La cosa più curiosa, a distanza di giorni, è stata il come noi tifosi abbiamo “digerito” il pareggio e il gol di Mertens al 90′ che ha fissato il pareggio sull’ 1-1.

Shaarawy Roma Napoli

El Shaarawy porta in vantaggio la Roma al San Paolo

C’è chi dice che la Roma abbia fatto una grande partita difensiva, ordinata, pronta a ripartire (fino a quando c’è riuscita fisicamente). C’è chi invece controbatte dicendo che dovevamo giocarci la partita a “viso aperto”, da grande squadra, anche a costo di prenderne 3.

Ancelotti Napoli Roma

Ancelotti, grande partenza per il Napoli post Sarri

Come al solito, in questo ambiente avvelenato, le migliori parole sulla Roma arrivano da fuori: è Ancelotti a parlare a fine partita di una Roma di valore, una Roma che ha costretto il Napoli a giocare sulle fasce e non al centro come loro preferiscono, una Roma limitata e chiusa nel gioco come volevano loro.

Guardandosi gli highlights a mente fredda poi rivedi quel salvataggio sulla linea su Dzeko nel primo tempo, quel rigore “dubbio” (si può dire dubbio almeno quanto quello di Roma – Spal?) sull’attaccante bosniaco, il gol di Mertens su “assist” svirgolato di Callejon, e il rammarico è davvero tanto.

Dzeko Albiol Roma Napoli

Il giallo a Dzeko dopo una non-simulazione

La verità è che il valore di questo pareggio lo capiremo solo sabato prossimo alle 20, subito dopo Fiorentina – Roma.

Sabato sera capiremo se la Roma abbia ripreso consapevolezza della sua forza e delle sue qualità che possono solo crescere dopo questa ennesima e quasi obbligatoria sbandata per rimettere tutti i giocatori, nuovi e vecchi, sulla giusta strada.

Forza Roma!

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Palla a Barba… post CSKA Mosca (5^ puntata)

Posted by Barbapress on Ottobre 27, 2018 in Calcio |

Ok con il CSKA Mosca, ma con la SPAL? Ma si può finire la partita con una difesa a 3 con Florenzi e Marcano, 1 mediano, 2 mezz’ali, 2 trequartisti e 2 ali che si ritrovano spesso sullo stesso lato?

Di Francesco Roma allenatore

Eusebio Di Francesco indica la strada… quale?

Ho sempre attribuito ai giocatori (quelli che vanno in campo) la maggior parte delle responsabilità di una prestazione in campo, ma stavolta anche Di Francesco ci ha messo un po’ del suo.

Così è successo un’altra volta anche con la SPAL: la Roma alla prima situazione avversa si scioglie come neve al sole (era successo con Falcinelli a Bologna, è accaduto di nuovo col rigore “dubbio” su Lazzari).

Nzonzi Petagna Roma SPAL

Nzonzi contro un’inarrestabile Petagna

E la stessa tensione che si palpava in campo in campionato ce la siamo poi ritrovata in Champions contro il CSKA Mosca. Se non ci fosse stato il “Sallucchione” (Olsen, ndr) nei primi 20 – 30 minuti anche questa partita avrebbe preso una piega per niente piacevole.

Olsen Roma Champions

Robin Olsen, lo chiamavano “Sallucchione”

L’unica soluzione (provocazione) quindi è o  fare una squadra solo per la Champions (visto che c’è qualcuno che dice che “la Champions è più bella”) oppure non rimane che far sentire l’inno della Champions anche il sabato o domenica!

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