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Matic e quel “NO” al Remembrance Poppy

Posted by Barbapress on novembre 6, 2018 in Calcio |
Matic Manchester Premier

Matic nell’ultima partita in Premier senza il “Remembrance Poppy”

Avete presente quel “papavero rosso” sulle maglie dei giocatori della Premier League durante tutto il mese di novembre? È il “Remembrance Poppy”, quel fiore rosso simbolo del ricordo della fine della Prima Guerra Mondiale e delle altre guerre.

Quel logo va dal 2012, nel mese di novembre, perché l’11 in Gran Bretagna si celebra il “giorno del ricordo”, anniversario (quest’anno il centesimo) dall’Armistizio di Compiègne.

IL CASO NEMANJA MATIC

Matic Premier Bournemouth

Nemanja Matic contro il Bournemouth

Beh, Nemanja Matic non lo vuole perchè gli ricorda le bombe in Serbia del 1992. Il centrocampista dello United, nell’ultima uscita contro il Bournemouth, non l’ha voluto appuntarlo sul proprio petto.

Il centrocampista serbo lo ha spiegato sul suo account instagram:  “Comprendo perfettamente il motivo per cui tutti indossino i ‘Remembrance Poppy’ , rispetto il diritto di ognuno e ho totale compassione per coloro che hanno perso i loro cari a causa dei conflitti.

Ma per me, in ogni caso, è soltanto il ricordo di un attacco subito quando ero un dodicenne spaventato che viveva a Vrelo, mentre la mia terra veniva devastata dai bombardamenti in Serbia del 1999.”

 

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I recognise fully why people wear poppies, I totally respect everyone’s right to do so and I have total sympathy for anyone who has lost loved ones due to conflict. However, for me it is only a reminder of an attack that I felt personally as a young, frightened 12-year old boy living in Vrelo, as my country was devastated by the bombing of Serbia in 1999. Whilst I have done so previously, on reflection I now don’t feel it is right for me to wear the poppy on my shirt. I do not want to undermine the poppy as a symbol of pride within Britain or offend anyone, however, we are all a product of our own upbringing and this is a personal choice for the reasons outlined. I hope everyone understands my reasons now that I have explained them and I can concentrate on helping the team in the games that lie ahead.

Un post condiviso da Nemanja Matic (@nemanjamatic) in data:

“In precedenza l’avevo indossato, è vero, ma dopo una riflessione personale credo che non sia giusto che io indossi il papavero sulla mia maglia. Non voglio sminuire questo simbolo ne offendere la Gran Bretagna: è solo una scelta personale. Spero che tutti possano capire le mie ragioni e che io possa ora concentrarmi sulla squadra per le prossime partite”.

IL CASO McCLEAN

Lo stesso identico caso che ricorda, qualche anno fa, la storia di James McClean che quel simbolo non lo ha mai digerito.

Bloody Sunday, 1972

Lui, nato a Derry nell’Irlanda del Nord nella tenuta di Creggan dove vivevano sei dei 28 civili disarmati colpiti dai soldati britannici nella Bloody Sunday del 30 gennaio 1972. Quattordici i morti quel giorno, quando il 1º Battaglione del Reggimento Paracadutisti dell’esercito britannico aprì il fuoco contro una folla di manifestanti per i diritti civili.

Gli U2 ne hanno una meravigliosa canzone, McClean invece protestò in un altro modo: “So che la mia decisione continuerà a creare polemica ma chiedo rispetto così come io sono rispettoso delle persone che scelgono di indossarlo”.

Il motivo? “A causa della mia storia non posso proprio indossare qualcosa che rappresenti la Gran Bretagna”.

McClean Remembrance Poppy

4 novembre 2017: James McClean rifiuta il “Remembrance Poppy”

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