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Coronavirus e clima. Addio all’inverno che non c’è mai stato

Posted by Barbapress on Marzo 23, 2020 in Attualità, Scienza |

Siamo arrivati! Arriva il giorno dell’equinozio e si entra in piena primavera. Addio inverno, 20 o 21 marzo non fa differenza. Il sole splende in alto ed è già immenso il rammarico per non poter fare una bella passeggiata sul lungomare a causa delle “restrizioni da Coronavirus”.

Addio inverno, è mai iniziato?
Addio inverno, è mai iniziato?

Ormai totalmente “contagiato” dall’argomento clima, trovo molto interessante il pezzo su Repubblica di Elena Dusi (del 19/3) intitolato “La fine di un inverno che non è mai cominciato“. Fiori che fioriscono prima del dovuto, zanzare che già svolazzano (vi ricorda che “problemi” ci creavamo tempo fa? Altro che Coronavirus!) e regioni che lanciano i primi allarmi di siccità già a fine febbraio.

Tra dicembre e febbraio, in Europa, abbiamo volato sopra la media di 2,5° C in più rispetto a quello che ci sia aspettava. Si potrebbe parlare quasi di un inverno più caldo della storia e per l’Italia uno di quegli inverni più miti e secchi da quando abbiamo le osservazioni metereologiche.

L’inverno italiano è stato mite con 2° C in più rispetto al trentennio di riferimento 1981- 2010. Un inverno con un febbraio record dal 2,8° in più della media, un inverno così secco da registrare un calo delle precipitazioni del –68% a gennaio e -80% a febbraio.

Prealpi Orobie in Lombardia senza neve naturale anche oltre i 2000m
Prealpi Orobie in Lombardia senza neve naturale
anche oltre i 2000m

Mal comune, mezzo gaudio si dice no? Perchè un inverno senza neve non ha caratterizzato solo l’Italia: anche i Pirenei francesi non hanno visto neanche un fiocco per tutto gennaio e febbraio, e la neve per sciare se la sono dovuta lanciare dall’alto da un elicottero con grande sdegno degli ambientalisti.

Sulla Piazza Rossa di Mosca, in Russia, invece è stata scaricata dai camion almeno per celebrare il Capodanno con un po’ di strada imbiancata; in Germania, invece, per la prima volta hanno dovuto rinunciare all’annata del loro “ice wine”, il vino da dessert prodotto con i grappoli che congelano quando sono ancora sulle viti.

In Italia, allo stesso modo, avevamo notato anche noi fra i banchi dei mercati la mimosa in versione tisana o marmellata; oppure fragole e asparagi risvegliatisi molto presto rispetto al solito, e tra poco ci ritroveremo al banco anche pesche, ciliegie e albicocche che hanno già gli alberi in fiore.

Frutta fuori stagione: è possibile?
Fragole a febbraio: è possibile?

E poi quando piove, lo fa moltissimo. Ad ottobre e novembre, in alcune zone è caduta in un mese e mezzo l’acqua di un anno… e poi passano mesi senza quasi una goccia. Quest’inverno in pianura non abbiamo praticamente visto neve, sono rimasti bruni anche gli Appennini. All’Abetone, tra dicembre e febbraio, sono caduti soli 55 cm di neve: è il secondo dato più basso di sempre, solo le Alpi a novembre si sono ricoperte di un buon manto.

E di conseguenza, quest’anno, sui monti assisteremo poco allo scioglimento primaverile che crea le “piene dolci” dei fiumi, capaci di riempire le falde preparandole per l’estate. Un altro inverno simile, con poca pioggia, fu quello del 2016-2017 a cui seguì un’estate siccitosa per l’Italia.

Queste condizioni potrebbero diventare sempre più frequenti e chi lavora nei campi lo sta imparando: sono sempre di più i coltivatori che usano l’agricoltura di precisione: ad esempio le app che consigliano quando e quanto irrigare.

L'estate siccitosa del 2017 sui Colli Euganei
L’estate siccitosa del 2017 sui Colli Euganei

Per la carenza d’acqua si inizia già a parlare in molte regioni: l’Anbi ha registrato il 25 febbraio il primo allarme dato in Calabria; i bacini pugliesi raccolgono metà dell’acqua che avevano la fine dell’inverno scorso; il deficit di pioggia del Piemonte ammonta al 62%. “Dal 23 dicembre solo un giorno si è registrata una precipitazioni sopra ai 5 millimetri – fa sapere l’Anbi.

Il calo di piovosità rilevato dal CNR al Nord stato del -25%. Ma è soprattutto al Sud che l’estate si prospetta siccitosa. “Con il 50% della pioggia in meno – conclude il CNR – l’inverno appena concluso risulta il più secco da quando abbiamo a disposizione le misure“. Benvenuta primavera, inverno quando tornerai?

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