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Coronavirus, lockdown e il calo dello smog nel Nord Italia

Posted by Barbapress on Marzo 23, 2020 in Attualità, Scienza |
Il livello di biossido di azoto dopo e prima dell'arrivo del Coronavirus
Il livello di biossido di azoto
dopo e prima dell’arrivo del Coronavirus

Metà marzo, l’Italia inizia ad essere chiusa, prima parzialmente, poi lo sarà totalmente (lockdown). La mia curiosità sul rapporto velocità del virus e condizioni climatiche viene punzecchiata ulteriormente quando arrivano le prime immagini dai satelliti dallo spazio. Niente di nuovo rispetto a quello che si era visto qualche giorno fa in Cina dai satelliti della Nasa e dell’Esa: agli inizi di marzo i livelli di biossido d’azoto erano scesi del 30%.

Qui sopra le rilevazioni del satellite Sentinel-5 dell’Esa, l’Agenzia spaziale europea, che mostrano come nell’aria dell’Italia settentrionale l’inquinante biossido di azoto abbia ridotto la sua presenza fino quasi a dissolversi. Questo gas è quello che chiamiamo comunemente “smog“, generato dalla combustione dei combustibili fossili (impianti di riscaldamento, motori dei veicoli, combustioni industriali, centrali di potenza).

La Pianura Padana è l'area più inquinata d'Europa
La Pianura Padana è l’area più inquinata d’Europa

Ora l’inquietante nube rossastra che il bacino padano mostra di frequente con record a livelli mondiali, in questi giorni sembra quasi scomparsa come mostra l’animazione grafica mostrata via Twitter da Antti Lipponen, fisico e ricercatore scientifico all’Istituto metereologico della Finlandia.

Quindi polveri  sottili come un’autostrada per il Coronavirus. Continuano a spuntare fuori come funghi studi e ricerche incrociate che evidenziano quel legame tra l’altissima diffusione del Coronavirus in Pianura Padana e gli alti livelli di poveri sottili che storicamente si registrano nel bacino padano.

E questo potrebbe spiegare il differenziale di gravità dell’epidemia rispetto ad altri Paese europei. Lo ribadisce anche uno studio firmato dal Alessandro Miani, presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) e da altri 11 ricercatori delle università di Bologna, Bari, di Milano e di Trieste.

Vi è una solida letteratura scientifica – spiega Sima – che correla l’incidenza dei casi di infezione virale con le concentrazioni di particolato atmosferico (PM10 e PM2,5), che costituisce un efficace vettore per il trasporto, la diffusione e la proliferazione delle infezioni virali“. “È noto – si spiega – che il particolato atmosferico funziona da carrier, ovvero da vettore di trasporto, per molti contaminanti chimici e biologici, inclusi i virus.

Smog e polveri sottili aiutano il virus?
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Coronavirus, il contagio è favorito da fattori climatici?

Posted by Barbapress on Marzo 22, 2020 in Attualità, Scienza |
Il virus che ha messo in ginocchio l'intero pianeta Terra
Il virus che ha messo in ginocchio l’intero pianeta Terra

Il clima favorisce il contagio da Coronavirus? A metà marzo, rotto ormai il modello matematico cinese (purtroppo le cifre sono più alte e ben altre qui in Italia… per un milione di ragioni), la mia attenzione si sposta su un altro versante. Ci sono degli studi, e attualmente anche in Italia se ne inizia a parlare, che dimostrerebbero che il COVID-19 corre più velocemente in determinate condizioni climatiche.

Che cosa unisce Wuhan e la provincia dell’Hubei a Milano e alla regione Lombardia, per esempio? Hanno qualcosa in comune gli altipiani dell’Iran e la Pianura Padana? Perchè in Spagna ci sono dei diversi numeri di avanzamento del contagio tra Madrid, nella parte centrale della penisola iberica, e l’Andalusia a sud dove l’inverno è sempre piuttosto mite?

Per ora, ci tengo a precisarlo, la mia curiosità è stimolata solamente da varie ipotesi che stanno facendo discutere la comunità scientifica. Ipotesi che però prendono un certo valore quando “scendono in campo” i ricercatori che lavorano nell’Istituto diretto da Robert Gallo, uno dei virologi che hanno scoperto il virus dell’HIV. 

Robert Gallo, uno dei virologi scopritori dell'HIV
Robert Gallo, uno dei virologi scopritori dell’HIV

Questi studiosi hanno osservato che il coronavirus SARS-CoV-2 riesce a sostenere una sostanziale diffusione all’interno della comunità, quella cioè necessaria ad alimentare focolai infettivi, praticamente all’interno di un range di temperatura compreso tra i 5 e gli 11 gradi centigradi con un tasso di umidità compreso tra il 47 e il 79 per cento.

Questo non vuol dire che non ci siano stati casi di infezione anche in zone con condizioni meteo diverse, come per esempio ad Hong Kong dove fa molto più caldo che a Wuhan, ma che il virus in queste nuove condizioni di temperatura e umidità, non riesce a diffondersi in maniera così efficiente da sostenere un focolaio epidemico.

Come si estende il contagio in tutto il mondo? C'entra qualcosa il clima?
Come si estende il contagio in tutto il mondo?
C’entra qualcosa il clima?

Dopo la comparsa inaspettata di un grande focolaio in Iran – spiegano i ricercatori –  abbiamo creato una prima mappa alla fine di febbraio. Da allora nuovi focolai con trasmissività significativa includono anche gli Stati Uniti nordoccidentali e la Francia. In particolare, durante lo stesso tempo, COVID-19 non è riuscito a diffondersi significativamente nei paesi immediatamente a sud della Cina. Il numero di pazienti e morti segnalati nel sud-est asiatico è molto meno rispetto alle regioni più temperate”.

E poi c’è la domanda da un milione di dollari: con l’arrivo delle stagioni più calde, primavera e estate, l’aumento delle temperature porterà ad una progressiva scomparsa del COVID-19? Una domanda che non bisognava nemmeno chiedere a BoJo, il primo ministro del Regno Unito Boris Johnson, che era convinto di vincere ad occhi chiusi il milione di dollari pensando che tutto sarebbe passato nel giro di pochi giorni.

Boris Johnson, primo ministro del Regno Unito
Boris Johnson, primo ministro del Regno Unito

Nei giorni successivi il clamoroso passo indietro del leader britannico e anche oltre la Manica si inizia a seguire il modello italiano di lotta al virus. Virus che solitamente sono più forti quando le temperature sono basse. Quando fuori ci sono dai 4° ai 10°, ad esempio, riescono a diffondersi e a passare da un ospite all’altro più facilmente e quindi riescono a sopravvivere. È così per esempio per i virus influenzali.  Si spera quindi che con l’arrivo della primavera (e ormai ci siamo!) l’emergenza rientri fino a quasi scomparire in estate”. Dita incrociate. 

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Coronavirus, che cosa succede quando finisci in terapia intensiva?

Posted by Barbapress on Marzo 22, 2020 in Attualità, Scienza |

Cosa succede quando il Coronavirus ti prende e si scaglia contro di te mandandoti in terapia intensiva o subintesiva? Ad inizio marzo ancora nessuno lo sa con precisione. Nessuno lo capisce fino a quando il bravissimo Alessio Lasta, e tutta la squadra di “Piazza Pulita” di La7, ci racconta in un reportage di 8′ la linea che separa il prima e il dopo di molti malati, medici e infermieri. A voi il video.

Quindi, pazienti che si moltiplicano e medici che lavorano ininterrottamente. Ecco cosa succede nel reparto di terapia intensiva dell’Ospedale “Luigi Sacco” di Milano nei giorni dell’emergenza del Covid-19.

Il COVID-19 che ha messo in ginocchio l'intero pianeta
Il COVID-19 che ha messo in ginocchio l’intero pianeta

Terribile capire e vedere tanta gente “intubata” per far arrivare più ossigeno possibile nei polmoni, altrettanto terribile vedere pazienti girati in posizione prona per una ventilazione meccanica che di solito dura, come si legge in documenti .pdf dal titolo “Gestione del paziente critico affetto da Coronavirus“, circa 16 ore!

Grande stupore sulle immagini viste, ma subito un utente di twitter si affretta a farmi notare che le immagini viste non sono niente di sconvolgente: sono scene di normale vita all’interno di un reparto di terapia intensiva. Il problema è, come dice anche lui, che nessuno si sarebbe mai aspettato di trovarsi a curare polmoniti così aggressive tutte nella stessa zona!

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Coronavirus. I numeri che parlano, ma è davvero difficile capirli

Posted by Barbapress on Marzo 21, 2020 in Attualità, Scienza |
Il Coronavirus che mette paura all’intero globo terrestre

L’argomento “numeri”, sempre ad inizio marzo, stimola lo studio dei matematici ma al di là degli studi cinesi su alcuni modelli è davvero difficile capirli e dargli un senso. Il perchè? Manca un denominatore comune: il vero numero delle persone contagiate nel nostro Paese.

Il termoscanner usato inizialmente negli aeroporti per controllare gli arrivi

Quest’argomento era comunque più piacevole di quello degli ultimi giorni, quelli in cui nella puntuale conferenza stampa di Angelo Borelli, capo del Dipartimento di Protezione Civile, dà il conto dei guariti, nuovi contagiati e purtroppo dei decessi.

Sempre sull’argomento “numeri” è molto interessante il pezzo de Il Sole 24 Ore che, già ad inizio marzo (6/3), inizia una sorta di rubrica chiamata “Cronaca del virus“. Qui di seguito l’inizio dell’articolo e poi il link per la lettura integrale:

“Cosa sappiamo e cosa no? Quello che finora sappiamo è il numero delle persone che sono state trovate positive al test, perché hanno manifestato direttamente la malattia oppure perché erano contatti diretti di persone a loro volta positive. Questo vale per tutti i Paesi coinvolti, a partire dalla Cina, per arrivare fino a casa nostra… “

LEGGI L’ARTICOLO INTEGRALE QUI

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Coronavirus: come cresce e il modello matematico cinese

Posted by Barbapress on Marzo 21, 2020 in Attualità, Scienza |
Il coronavirus o COVID-19 è arrivato in Italia

La mia curiosità sul Coronavirus e su tutto quello che gli gira intorno a livello matematico inizia ad inizio marzo con un’ANSA segnalata dal mio attuale capo. Un’agenzia che non ho avuto difficoltà, sul momento, a definire “la notizia più sottovalutata del momento”. Eccola qua:

++ Coronavirus: uscito dalla Cina con 34 casi invisibili ++ Modello matematico indica che casi decuplicano ogni 19 giorni –
ROMA, 6 MAR – A portare il coronavirus SarsCoV2 fuori dalla Cina sono stati 34 casi invisibili, sfuggiti a ogni osservazione clinica forse perché con sintomi lievi. Lo indica il modello matematico pubblicato sul sito MedrXiv ed elaborato dal gruppo dell’Università Fudan di Shanghai diretto da Yi Li eMeng Liang. Lo stesso modello matematico, basato sui casi rilevati dal 21 gennaio al 28 febbraio, indica che le misure di contenimento sono indispensabili perché i casi tendono a moltiplicarsi per 10 ogni 19 giorni. (ANSA). BG06-MAR-20 14:06 NNNN

Un modello matematico, quindi, che ci dice che i numeri dei “nuovi contagiati” si decuplica ogni 19 giorni, un + 25% al giorno rispetto ai contagiati del giorno precedente. E all’inizio va proprio così anche in Italia, come in Cina: i grafici parlano chiaro.

La crescita del contagio all'inizio
Come avanza il contagio del virus in Italia

A partire dal primo marzo, quindi, qualcosa è mutato: il numero dei nuovi contagi continua a crescere, ma con una “velocità” che si è stabilizzata tra il 20 e il 25% (i dati del grafico sono aggiornati al 5 marzo 2020). Purtroppo, ancora oggi, la curva complessiva dei contagi non dà ancora segni di declino. Occorrerà aspettare ancora diversi giorni per capire se le misure adottate dal governo stanno avendo efficacia.

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Palla a Barba… nel segno (per la prima volta) di Kalinic!

Posted by Barbapress on Marzo 3, 2020 in Calcio |

Passaggio del turno in Europa League e vittoria in trasferta a Cagliari, nel segno di Kalinic, in una partita dominata in lungo e in largo ma che ci ha fatto tremare fino al 96° minuto. Il mio indiscusso MVP è stato ancora Henrikh Mkhitaryan che riesce in questa fase di campionato a dare continuità alle sue prestazioni.

Kalinic, primo gol e prima doppietta in giallorosso
Nikola Kalinic, primo gol e prima doppietta in giallorosso

Ma ovviamente le pagine di giornali e siti, ore di radio romane, le occupa la prestazione di Nikola Kalinic: primo gol (e anche prima doppietta) in giallorosso e una prestazione finalmente “decente”, con quei movimenti che tutti i numeri 9 dovrebbero fare.

Ma, attenzione, il maledetto Ambiente Romano sta già esagerando con i toni: “Kalinic ha già fatto più di Schick in 4 anni“, oppure “Da quant’è che il nostro centravanti non segnava una doppietta?” É una critica indiretta a Dzeko, per caso? Per “rasserenare” gli animi ci pensa calciomercato.com che ieri dà la notizia che la Roma non riscatterà l’attaccante croato.

Adesso un’intera settimana per preparare (forse di più?) la gara contro la Samp che non gioca ormai da 2 settimane e si gioca proprio in tempi di Coronavirus la sua salvezza in Serie A. Forza Roma!

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Palla a Barba… bentornato Micky (Henrikh Mkhitaryan)!

Posted by Barbapress on Febbraio 25, 2020 in Attualità |

Ed ecco Henrikh Mkhitaryan. Doppia vittoria casalinga in Europa League e campionato e – udite udite – zero gol subiti. Il protagonista, soprattutto nella gara di domenica contro il Lecce, è stato il nostro armeno Henrikh Mkhitaryan.

Henrikh Mkhitaryan, n° 77 della Roma
Henrikh Mkhitaryan, n° 77 della Roma

Il giocatore n° 77 di Paulo Fonseca al momento incarna molte delle qualità che sono venute a mancare in questi ultimi 2 mesi a molti giocatori. Riesce ad avere la lucidità dell’ultimo passaggio, della scelta giusta, che in questo periodo sembra essere svanita in Lorenzo Pellegrini.

L'esultanza per il gol di Dzeko dopo il giudizio del VAR
L’esultanza per il gol di Dzeko dopo il giudizio del VAR

Mkhitaryan riesce ad andare in gol con inserimenti e girando intorno a Dzeko. Cosa non da poco che, negli ultimi tempi, è mancata a tutti i vari esterni della Roma, da Perotti a Kluivert, fino al redivivo Cengiz Under.

In più l’armeno si fa dare il pallone, tenta un dribbling, crea superiorità a centrocampo, la palla sembra non “scottargli” tra i piedi in questo delicato momento della stagione romanista. Bentornato Micky, quanto cacchio ci sei mancato!

Ora dobbiamo passare il turno in Europa League in Belgio giovedì sera (si gioca alle 18.55!). E poi – Coronavirus permettendo – tutti in Sardegna a prenderci i prossimi 3 punti. Forza Grande Roma!

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Palla a Barba… dov’è? Che fine ha fatto la Roma?

Posted by Barbapress on Febbraio 18, 2020 in Calcio |

Che fine ha fatto la Roma? “Dov’è? Dov’è? Dov’è? La Roma dov’è?“. Al ritorno da Sanremo questo pezzo de Le Vibrazioni (video a fine post) sembra essere il più azzeccato per descrivere un 2020 dove arriva un’altra sconfitta, l’ennesima.

Contro l’Atalanta, a Bergamo, di nuovo 0 punti con l’idea (inammissibile) però di non esser stati presi a pallonate come succede spesso a chi passa al Gewiss Stadium. Nessuna goleada presa, passivi di 4 o 5 gol, ma una prestazione a malapena sufficiente nel primo tempo, decisamente insufficiente nella ripresa. Dopo il gol del 2-1 bergamasco, la Roma ha circa 31 minuti per recuperare ma in questo periodo di tempo non riesce a tirare neanche una volta verso la porta di Gollini.

Bergamo, la fine della Roma contro l'Atalanta
Bergamo, un’altra sconfitta del 2020

Facciamo davvero ben poco: solo il gol nasce da un’ottima pressione che costringe ad un retropassaggio azzardato a Palomino che infatti si perde e perde il pallone in favore di Dzeko che poi segnerà. Una sottolineatura da fare, visto che sono poche le cose che ci riescono in campo.

L'inizio della fine: pressing, palla rubata e gol
Pressione organizzata della Roma, recupero palla e gol di Dzeko

Che fine ha fatto la Roma di Firenze di fine dicembre? Insomma, viaggiamo a ben 2 punti in meno rispetto alla scorsa annata, quella di Di Francesco e Ranieri.

E giovedì riparte la nostra campagna in Europa. E speriamo che una partita europea, infrasettimanale, risvegli qualche anima… e avere questa speranza fa capire “come stiamo messi“. Forza Roma!

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Palla a Barba… l’imbarazzante Roma contro il Sassuolo

Posted by Barbapress on Febbraio 4, 2020 in Calcio |

Io mi arrendo, mi arrendo. Una prestazione imbarazzante che ci fa prendere 3 gol in 26 minuti in trasferta contro il Sassuolo. Ed erano gli stessi 11 giocatori in campo del derby contro la Lazio. Prestazioni personali veramente imbarazzanti da parte dei singoli giocatori.

Gli 11 di Sassuolo; erano gli stessi del Derby
Pellegrini,
“L’ultimo imperatore”

Lorenzo Pellegrini irriconoscibile, forse prima di parlare di maglia numero 10 e fascia di capitano dopo 3 prestazioni buone dovremmo valuare meglio (eh, il maledetto Ambiente romano!).

Bryan Cristante, ribattezzato ormai l’UOMO TRISTE, che è sembrato più un fantasma che un giocatore di calcio. Anche lui imbarazzante!

Neanche Fonseca sta riuscendo a cambiare la mentalità di questa squadra, di questa società, di questa città. Ora ci aspetta una settimana, speriamo, di duro lavoro. Sempre Forza Roma!

La disfatta di Sassuolo, prima vittoria degli emiliani contro i giallorossi
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