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Sconcertati per Mario Sconcerti… dopo che glissa su alcuni errori arbitrali!

Posted by Barbapress on Settembre 24, 2010 in Attualità, Calcio, Carta Stampata |

Nel bar sport del dopo gara, accadono strane cose. Ti aspetteresti competenza e basso profilo, critica argomentata e ragionamento e invece, ti ritrovi in una pallida imitazione di Rugantino alternata a un’ossessione statistica inutile come un termosifone in estate. Regolamenti di conti, irrisioni gratuite, dialoghi che si trasformano in monologhi. La tribuna, meglio dire il tribunale, è quello di “Sky Calcio Show”. Un programma non proprio localistico, quasi monopolista, per il quale si abbonano (pagando) milioni di persone.

La giuliva Ilaria D’Amico, avvitata sulle glorie trascorse, non riesce più a dominare gli istinti dei suoi ospiti. Peggio di lei, Massimo Mauro e Mario Sconcerti. Il primo (ai tempi delle infatuazioni veltroniane, anche deputato dei Ds, oggi consigliere comunale del Pd a Torino), duella con l’italiano e con gli ospiti in studio. Il secondo, collezionista di incarichi dentro giornali e società di calcio, combatte settimanalmente un’ardua battaglia con l’ironia, dalla cui nuvola, esce non di rado sconfitto.

Mercoledì notte, Ilaria, Massimo e Mario, hanno sobriamente introdotto la sciagurata direzione di Russo in Brescia-Roma, preconizzando la lunga squalifica di Mexès grazie all’imparziale analisi del cronista Mangiante: “Il francese è protagonista di un fuori di testa che sicuramente non è sfuggito all’arbitro” e al dolente monosillabismo di Gigi Di Biagio, uno che tortura la dialettica come certi calci di rigore francesi del recente passato. Sconcerti intanto (microfono aperto, commento dal sen fuggito) accarezzava il dolorante Julìo Sergio, rimasto in campo nonostante l’infortunio, parodiandolo con un “piccolino” più da ultrà che da editorialista.

Immersi in tanta equidistanza, Mauro e Sconcerti hanno proseguito innalzando il livello dello scontro. Prima con Daniele Pradè, direttore sportivo della Roma, accolto da una sconnessa comparazione di Mauro: “Ho visto un giocatore in campo, Adriano, portato a Roma come se fosse il Messia (in realtà accolto come un trippone sub judice, ndr) e dopo un mese, la società ha acquistato un altro centravanti, Borriello“.

Accusa gravissima, (mai udita nei confronti di Inter e Milan), di stretta attinenza al tema della gara appena conclusa, impreziosita dal seguito: “Gli errori dell’arbitro sono assurdi però lui almeno suda (sic), i dirigenti invece, seduti e comodi, prima portano il Messia, poi un’altra punta. Come vedete, sbagliamo tutti“. Pradè prova a difendersi e Mauro glissa: “Ma per favore”.

Dopo l’immersione nel non-sense, tocca a Ranieri. Da settimane è accompagnato da un vento cattivo, già spirato in occasione di Bayern Monaco-Roma. Quando vinceva, solo elogi. L’aria è cambiata e per Sconcerti, l’occasione somiglia al teatro per regolare antichi dissapori. Stenografia di un rancore pregresso. Ranieri dà un giudizio duro sul guardalinee: “È da ricovero” e Mario il censore, lo avverte: “Stiamo tranquilli, il guardalinee da ricovero lasciamolo perdere“.

Massimo Mauro, opinionista di Sky Sport

Poi passa ai quesiti. “Non c’è mai stata negli ultimi 20 anni una Roma a questo livello. Tu Claudio pensi di avere delle responsabilità e se sì, quali?“. Ranieri risponde: “Le stesse dell’anno scorso, quando abbiamo lottato fino alla fine per lo scudetto“. Sconcerti provoca: “Non ho capito“, il tecnico ribadisce e Mario insiste: “Ma era casuale allora o è casuale oggi?“. Anche Giobbe perse la pazienza: “Visto che ti esprimi per statistiche, ti porto indietro negli anni. Anche con Spalletti, ci volle tempo per rimettersi in moto“.

A Sconcerti, si sappia, così non si risponde. Tono alterato, ieratico, due ottave sopra: “Questo lo so. Cerco di mettere dei mattoni sul terreno di una supposta verità“. Volano pugni: Supposta è la parola giusta, “Più di lasciarti le risposte non posso fare“, “In Italia si è sempre alla ricerca di un colpevole, nello sport esistono momenti alterni” e via così fino a tarda notte.

A Roma, il gradimento è ai minimi termini. Gruppi Facebook contro Sconcerti e telefonate di fuoco, alle numerose radio romane tra l’indignato e il minaccioso: “Stracciamo l’abbonamento a Sky“. L’emittente di Murdoch trasmette da Aosta a Caltanissetta. A Milano, forse, dovrebbero pensarci.

di Malcom Pagani per “Il Fatto Quotidiano

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