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Mancini contro Mourinho: Vincere la Champions era solo una questione di tempo!

Posted by Barbapress on 4 Novembre, 2010 in Calcio |

Roberto Mancini, allenatore del Manchester City

Vincere con squadre perdenti per tradizione è la sua specialità. Così Roberto Mancini, spiega a “So Foot” (in uscita il 5 novembre e come al solito ricco di contenuti) perché ha accettato di allenare il Manchester City che non alza un trofeo dal 1976 e coglie l’occasione per punzecchiare Mourinho che l’ha succeduto all’Inter. “A me piace costruire – dice il Mancio – ed è molto più eccitante vincere con una squadra abituata a perdere. (…) Tutta la mia carriera è improntata su questo, con la Samp abbiamo vinto tutto o quasi. Non dico che non mi piacerebbe allenare squadre come Bayern Monaco, Barcellona o Real Madrid. Ma sono squadre che vincono sempre. E’ quasi troppo facile”.

Chissà se Mou è d’accordo. Poco importa. Mancini si toglie pure lo sfizio di relativizzare il triplete nerazzurro della scorsa stagione: “Quando sono arrivato all’Inter, i nerazzurri non vincevano da vent’anni. E abbiamo vinto molto. Solo la Champions League ci è sfuggita, ma era solo una questione di tempo. Poteva essere con me o con Cuper. E’ successo l’anno scorso perché sono anni che l’Inter ci prova e la Champions bisogna giocarla spesso per vincerla. Mourinho ha approfittato del mio lavoro? Non so. Io so solo che ho costruito una squadra e abbiamo vinto. Se poi la Champions l’hanno vinta con un altro allenatore poco importa. L’importante è aver cambiato la storia”.

Jose Mourinho appena arrivato all’Inter

L’ex fantasista poi spiega il suo Manchester City che non ha bisogno di star nonostante i miliardi dello sceicco: “Per giocatori come Messi e Cristiano Ronaldo c’è tempo. Per ora preferisco costruire una squadra solida con giocatori giovani che maturano insieme. Boateng, Kolarov e Balotelli possono diventare giocatori importanti. Tevez? E’ un grande giocatore. Per ora gioca da solo in punta perché molti sono infortunati e così la squadra è più equilibrata. Ma non siamo ancora una squadra di Roberto Mancini che gioca con continuità, palla a terra, in velocità e in modo equilibrato tra le linee. E con carattere. In teoria, una squadra così poi vince”. Questione di tempo, appunto.

di Alessandro Grandesso, da “Sotto la Tour Eiffel

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