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AC Legnano Calcio: non Resta, arrivano gli inglesi!

Posted by Barbapress on Novembre 17, 2009 in Calcio, Carta Stampata | ∞

Legnano (Mi) – Passati in vantaggio ma poi raggiunti. Le vicende sportive del Legnano Calcio vanno di pari passo con quelle societarie: un punto che fa contenti tutti e nessuno allo stesso tempo.

Nell’ultima gara la squadra lombarda non riesce a conquistare i 3 punti in palio tra le mura amiche dello stadio “Mari” e racimola un pareggio contro la solidità del Crociati Noceto di Pietranera, un giocatore francamente sprecato per la Lega Pro. I lilla del Legnano passano in vantaggio poco prima della mezz’ora di gioco con un tocco sottomisura di Marchetti che scatena le proteste degli ospiti visto un chiaro fallo di mano causato però da una spinta di un giocatore ospite ai danni del difensore di casa. La gara apparsa tutti in discesa però si complicava quando Magnani, il migliore tra i parmensi guadagna un rigore per un fallo da dietro ad opera di Silva: rigore che Pietranera realizza spiazzando Furlan.

Un punto che mister Scienza non disdegna visto anche il travagliato periodo che sta vivendo la Società. Tensione pari a quella della partita si sono vissute anche in settimana quando in una conferenza stampa si è venuto a conoscenza dei nuovi proprietari dell’AC Legnano e le ragioni del loro arrivo in città. Protagonisti di tanti buoni propositi e intenzioni sono stati l’imprenditore di Inveruno Giacomo Tarabbia, che sarà il futuro presidente, e l’esponente della Euro Partner Management Limited, una finanziaria inglese, Paolo Alberto Scrabole. Per quest’ultimo, il passaggio di proprietà a questo punto sembra un particolare: “Il contatto tra la finanziaria e alcuni imprenditori legnanesi preoccupati per le sorti della società lilla è avvenuto venti giorni fa. Ci siamo mossi subito e abbiamo trovato in Tarabbia la persone disposta a diventare presidente dell’AC Legnano. L’accordo con Resta (il presidente uscente, ndr) è stato quasi immediato ed è stato firmato un contratto preliminare d’intesa che dovrà essere perfezionato entro la fine di novembre. Noi tuttavia crediamo di poter anticipare i tempi e presentare ufficialmente la nuova società mercoledì 25 novembre al Leone da Perego“.

Come detto, presente anche il futuro presidente Giacomo Tarabbia, un imprenditore di Inveruno impegnato nell’ambito delle confezioni, titolare di una camiceria: “Dapprima ho offerto la mia collaborazione poi preso dall’entusiasmo per questo progetto ho aderito all’invito di diventarne il presidente. Credo che sarà importante il lavoro di gruppo e speriamo di farcela con questi collaboratori, nessuno escluso. Mi auguro anche di avere un supporto dalle autorità cittadine. Forse anche loro si aspettano qualche novità prima di muoversi“.

Circa invece i dubbi sui passati e sfortunati affari di Scrabole, lo stesso Tarabbia è passato al contrattacco chiedendo maggiore fiducia nel nuovo progetto: “Ho già sentito le vostre lamentele per le vicende collegate a Scrabole e Giordani. Vi posso assicurare che li conosco da anni e che si sono trovati coinvolti in stupidaggini. Sia io che loro, in questa iniziativa, ci stiamo mettendo la nostra faccia e per questo siamo sereni e tranquilli. La vostra diffidenza non aiuta certamente, ma noi chiediamo ugualmente fiducia e attenzione. Saranno i fatti poi a parlare”.

Fiducia e attenzione richiesta da Tarabbia che è già stata ottenuta visto il protrarsi delle conferenza stampa con gente seduta anche per terra oppure in piedi sulle panche. Presenti all’incontro anche una trentina di tifosi che si sono dimostrati, per voce di un rappresentante, assolutamente non soddisfatti e fortemente preoccupati. “Con il Legnano è vietato giocare. Non si scherza con la passione dei tifosi e con la storia di una società quasi centenaria”. Più chiari di così…

di Piero Barbaro per “Professione Calcio”

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“Divisi dai colori, uniti dal pensiero”: ultras contro la tessera del tifoso!

Posted by Barbapress on Novembre 14, 2009 in Attualità, Calcio, Politica | ∞

Roma, 14 novembre – Una t-shirt bianca con su scritto “No alla tessera del tifoso”, e sul verso il credo che li muove : “Se i ragazzi sono uniti non saranno mai sconfitti”; nessuna sciarpa o vessillo di parte. Così oltre 300 tifoserie di calcio provenienti da tutta Italia si sono presentati a Roma per manifestare contro la “tessera del tifoso”, il provvedimento che introduce, dal 2010, lo strumento indispensabile per la regolamentazione di accesso agli stadi.

Juventus, Inter, Lazio, Roma, ma anche Latina, Frosinone, Fano, Casarano, Gubbio, Fermo. Da nord a sud, “divisi dai colori, uniti dal pensiero” – come recitava uno dei tanti striscioni – le migliaia di tifosi (5000 secondo le forze dell’ordine) hanno sfilato per le vie del centro di Roma a partire da piazza dell’Esquilino, passando per via Cavour, Fori Imperiali, Colosseo e Circo Massimo, fino alla Bocca della Verità, scortati dalle forze di polizia e rigorosamente guidati dal servizio d’ordine della manifestazione.

Chi si aspettava incidenti e tafferugli è rimasto sorpreso. Gli organizzatori avevano raccomandato con un volantino di non rilasciare dichiarazioni alla stampa e di attenersi solo ai cori lanciati dal megafono. E così è stato: tanta rabbia nelle urla dei manifestanti e qualche fumogeno, ma nulla più (solo qualche momento di tensione in via Cavour, subito sedato, quando alcuni fotoreporter e telecamere hanno tentato di uscire dagli spazi “consentiti” per le riprese).

Bersagli preferiti le forze dell’ordine, i giornalisti, il ministro dell’Interno Roberto Maroni e l’agente della polizia Luigi Spaccarotella, omicida del tifoso laziale Gabriele Sandri. Proprio il ragazzo romano ucciso l’11 novembre di due anni fa nell’area di servizio Badia al Pino è stato invece sostenuto a gran voce dai manifestanti: “Giustizia per Gabriele” e “Gabriele uno di noi” le grida scandite. Cori anche a favore di Stefano Cucchi, il ragazzo romano morto in nella sezione detentiva dell’ospedale Sandro Pertini lo scorso 22 ottobre.

Tra i partecipanti anche il delegato allo sport del Comune di Roma Alessandro Cochi, e l’ex deputato Paolo Cento. “La tessera del tifoso è una schedatura di massa che allontana le famiglie dallo stadio – ha detto Cento – . Dobbiamo riportare le famiglie allo stadio e valorizzare la passione popolare; le curve sono un antidoto alla violenza se possono tornare a fare il tifo per la propria squadra. Governo e Parlamento devono aprire un dialogo con questa realtà di tifosi”. “Il clima è sereno – ha aggiunto Lorenzo Contucci, avvocato penalista che segue le cause degli Ultras -, l’importante è che tutto sia filato liscio, nonostante la rabbia e il clima di esasperazione”.

Giunti in piazza della Bocca della Verità, i tifosi hanno fatto sentire ancor più forte la loro voce. Le richieste: in primis la riforma dell’articolo 9 della legge Amato (legge n. 41 del 2007), che istituisce una sorta di diffida a vita e che impone a chi ha ricevuto un Daspo o una condanna il divieto di accesso allo stadio; poi il ritorno di tamburi, megafoni e striscioni negli stadi. Dalle curve il “no” alla tessera del tifoso è sceso in piazza: ora la “palla” passa nelle mani delle Istituzioni.

di Stefano Santini per Goal.com

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L’amuleto Vincenzo Bevo per salvare il Pro Vasto

Posted by Barbapress on Novembre 12, 2009 in Calcio, Carta Stampata | ∞

Vasto (Ch) – Il talismano del Pro Vasto Football Club. Chissà se sarà questo il nuovo ruolo di Vincenzo Bevo nella storica squadra abruzzese nella Seconda Divisione della Lega Pro. Scherzi a parte, è lui il nuovo elemento di esperienza arrivato la scorsa settimana alla Pro Vasto. Classe ’75, una lunghissima esperienza in C ed in B, il curriculum di Bevo lascia già capire che tipo di giocatore sia: le maglie di Taranto, Cagliari, Salernitana, Palermo, Potenza, Catanzaro e Pisa non sono state indossate per caso. L’anno scorso, poi, la rapida storia finita male con il Messina in Serie D per contribuire al rilancio ma conclusasi negli studi degli avvocati a causa di inadempienze della società peloritana.

Bevo è un centrale di quantità e qualità, un uomo fortemente voluto dal diesse Luca Evangelisti che già domenica scorsa contro la Giacomense è riuscito a dare il suo apporto. Una presenza importante in un reparto e per una rosa ridotta dopo i lunghi infortuni e le rescissioni contrattuali di Cioffi e Ludovisi. Certamente un riferimento di spessore per Pino Di Meo che dopo l’ okay della Lega subito usato e gettato nella mischia Vincenzo Bevo alla prima occasione possibile: “E’ andata molto bene, con la squadra mi sono trovato ottimamente fin dai primi momenti e abbiamo ottenuto una vittoria strameritata anche se, alla fine, qualche episodio ci stava condannando. Abbiamo sofferto tutti insieme e siamo riusciti a portare a casa i tre punti.” Si annunciava un Pro Vasto trasformato e così è stato: Bevo ha preso per mano la squadra e l’ha fatta girare come si deve. Gioco di prima che ha messo in seria difficoltà la fase difensiva della Giacomense. Stesse difficoltà per la squadra avversaria quando partivano i millimetrici lanci che tagliavano fuori dall’azione più di un giocatore. Era proprio quello che Bevo si augurava per la sua prima partita: “Sono venuto qui con tanto entusiasmo e voglia di fare bene. Ho un grosso debito con chi mi ha portato qu (Evangelisti, ndr) i e ora devo ripagare la fiducia che mi è stata concessa. Vedo tutti i presupposti per una grande stagione qui al Pro Vasto.”

Una grande stagione che per la squadra abruzzese deve coincidere con la salvezza dopo la partenza ad handicap che ha sorpreso lo stesso Bevo: “Oltre che per il glorioso nome che porta come squadra calcistica, per come si allena e per le idee che ha il mister non pensavo di trovare una squadra all’ultimo posto in classifica. Questo gruppo ha tanta qualità ma gli stessi compagni mi dicevano che non riuscivano mai ad ottenere risultati soddisfacenti anche per un pizzico di sfortuna eccessiva.” Una carriera, come detto, piena di esperienze e di soddisfazioni per il trentacinquenne centrocampista che adesso ha un unico obiettivo in testa: “Voglio salvarmi con il Pro Vasto e poi vedremo se ci sarà la possibilità di togliersi qualche altra soddisfazione. Ora la mia prima ambizione è costruire quel qualcosa che mi faccia ripagare appieno la fiducia di chi mi ha portato qua.”

Nelle parole di Bevo non traspare assolutamente il pensiero di dover attaccare gli scarpini al chiodo, tant’è che la risposta sul “cosa fare da grandi” è piuttosto confusa: “Fare l’allenatore non è una mia aspirazione, mi vedo più come direttore sportivo e osservatore, insomma nei quadri dirigenziali. Ma ho ancora qualche sassolino da togliermi.” A questo punto la domanda a Bevo viene spontanea: quali sassolini? “Sono stati tre mesi senza squadra e non è facile stare a casa o comunque allenarsi senza avere in testa l’evento agonistico. Adesso non so se per motivi economici o per la carta d’identità ma ad un certo punto mi sono sentito dimenticato da tutti. La chiamata di Evangelisti è stata fondamentale, già lo conoscevo per averci lavorato insieme quattro anni fa. E’stato il più concreto ad interessarsi a me.”

di Piero Barbaro per “Professione Calcio”

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Virtus Roma, è Vitali l’anti dottor Jekyll?

Posted by Barbapress on Novembre 11, 2009 in Basket | ∞

di Piero Barbaro per “Basket Ground”

Roma – Ed eccola qua. Torna ancora alla ribalta la più celebre opera di Robert Luis Stevenson, il romanzo “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde”. La nuova evocazione è più che legittima dopo la terza sconfitta in campionato (seconda tra le mura del Palalottomatica) su cinque partite della Virtus Roma di coach Gentile. Una vera e propria scissione di personalità dopo le positive e importanti gare di Eurolega tra cui anche l’ultima vittoria di personalità ad Atene contro il Maroussi.

Nell’ultimo fine settimana continua la maledizione di Biella e coach Bechi che già l’anno scorso, nei quarti di play off, aveva messo fine con netto anticipo alla stagione dei capitolini. Senza Hutson influenzato e i lungodegenti Vitali e Datome, si aggiunge alla lista degli assenti Angelo Gigli che nella gara contro Aradori e compagni riporta una distorsione del ginocchio sinistro che tra bendaggi e trattamenti fisioterapici terrà fuori il giocatore romano per almeno un mesetto.

Scissione di personalità o crisi d’identità? La squadra romana quando non riesce a correre e a mettere la giusta intensità nella gara, va troppo spesso in difficoltà mostrando poche idee contro le difese avversarie schierate. Anche il tanto celebrato Jaaber non riesce a fare tutto, tra i compiti di regia e quelli anche di guardia tiratrice molte volte perde la lucidità e per estrema generosità è la causa di parziali pesanti delle squadre avversarie.

Niente giudizi sommari ma ancora solo sospesi per la stagione virtussina capitolina che aspetta di riabbracciare Datome, ad un passo dal rientro, e soprattutto Vitali che potrebbe mettere da parte le varie sostanze miscelate dal dottor Jekyll, evitare di ottenere quella pozione dagli effetti straordinari per non mostrare più questa preoccupante “seconda natura” del basket romano.

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Presto il Rondinelle Latina sarà solo di Aprilia

Posted by Barbapress on Novembre 5, 2009 in Calcio, Carta Stampata | ∞

Aprilia (Latina) – Perché se cerchi il sito del Rondinelle Latina su internet vieni portato su apriliacalcio.it? Semplice. “F.C. Rondinelle Latina” è la denominazione sociale della squadra di Aprilia che milita nel girone “G” della Serie D.

La squadra del presidente Lazzarini infatti ha acquistato nell’ultima estate il titolo della squadra F.C. Latina e per un anno dovrà vedere la sua squadra accostata alla denominazione proprio di quest’ultima squadra: “Dall’annata 2010/2011 ci chiameremo F.C. Rondinelle Aprilia. Ma adesso dobbiamo pensare a questo di campionato.”

E proprio dal campionato parte il presidente Lazzarini dopo la sconfitta per 2-0 contro la capolista Flaminia in uno dei tre anticipi della nona giornata del campionato di Serie D. Con le reti di Anselmi e La Cava, la squadra in testa non ha mai rischiato nel punteggio se si eccettuano gli ultimi minuti dove il Flaminia ha sofferto un po’ a causa dell’espulsione dello stesso Anselmi per doppia ammonizione. Il Flaminia resta così capolista ancora per una settimana. La Rondinelle non è sembrata mai capace di mettere seriamente in difficoltà gli avversari anche se il Presidente Lazzarini non vede tutto in negativo: “Abbiamo perso ma siamo stati anche sfortunati, il loro gol è arrivato grazie ad un rimbalzo fortunato e personalmente ho visto anche il gol dell’1-1 ma poi l’arbitro ha annullato per un fuorigioco visto in una mischia. Comunque sia noi che il Flaminia ci siamo battuti come leoni da entrambe le parti.”

Una partita quindi piuttosto equilibrata, a detta del Presidente, che misura anche la forza della propria squadra: “Abbiamo allestito quest’anno per poter mantenere la categoria e rimanere in Serie D. Vorremmo essere e finire questo campionato nella parte medio – alta della classifica. Abbiamo pensato e costruito un parco giocatori abbastanza importante ma comunque fino a dicembre se ci sarà qualcosa da ritoccare interverremo sicuramente.” Piena sintonia tra la sfera societaria e quella tecnica, piena fiducia per il mister Bindi: “Si lavora insieme, va tutto bene. Il mister ha tutta la nostra fiducia. Per ora non c’è problema.” L’ultima frase lascia forse pensare ad un Presidente mangia allenatori? “No, no. Non c’è nessun problema. Dicevo solo che fino a questo momento stiamo procedendo come volevamo con tutto lo staff.”

Anche per il Presidente Lazzarini la differenza in questo campionato la faranno i 5 giovani che dovranno essere obbligatoriamente schierati secondo le nuove normative della categoria: “Saranno loro a decidere il campionato. Mi unisco al pensiero di altri addetti ai lavori. E poi averne 5 da schierare vuol dire implicitamente di averne almeno una decina tra cui scegliere, non sono pochi.” La domanda che riguarda il settore giovanile della squadra di Aprilia vien da sé: “Mi sento di giudicare il nostro settore dei giovani come buono. Stiamo lavorando molto da questo punto di vista. Abbiamo anche preso qualche giocatore da fuori e proprio in questi giorni stiamo risolvendo alcuni tesseramenti che per noi sarebbero importanti. Vedremo.”

L’ultimo aspetto che il Presidente Lazzarini vuole toccare riguarda le aspettative e l’ambiente intorno al Rondinelle Latina: “Aprilia arriva quasi a 80.000 abitanti (un po’ meno a dir la verità, ndr) e quindi avrebbe bisogno di una squadra altrettanto grande. La mia squadra dovrebbe militare nella Lega Pro se si dovesse andare di pari passo alla grandezza della città che ospita una squadra di calcio. E poi gli apriliani sono dei tifosi accaniti e per questo se le cose vanno bene, tutto è ok, quando le cose non vanno alla perfezione arrivano le critiche. Tutto questo fa parte del gioco, è inevitabile. Sta solo a noi regalare e regalarci qualche gioia. Speriamo di fare bene.”

di Piero Barbaro per “Professione Calcio“

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Virtus Roma: quanto manca Roberto Gabini?

Posted by Barbapress on Ottobre 27, 2009 in Basket | ∞

Altro che stanchezza. Contrariamente a quello che pensa coach Gentile, non può essere questa la ragione della sconfitta della Lottomatica contro Avellino, soprattutto se questa gara arriva dopo la prestigiosa vittoria in Eurolega contro Vitoria. E se il problema fosse strutturale, di roster, di squadra? Quanto manca Roberto Gabini!

Passi per Minard ancora non al 100% (soprattutto difensivamente), passi per l’assenza di Datome e il “nuovo arrivato” De la Fuente, passi anche per la mancanza di Vitali (il playmaker titolare), tutto può andare storto in una partita.

Roberto Gabini alla Virtus Roma

E se Hutson non riuscisse ad essere efficace con i suoi canestri, se Gigli avesse difficoltà ad entrare in partita, se Crosariol non potesse fare molto di più di qualche stoppata, e se soprattutto Herve Tourè non riuscisse a capire che giocare a Cantù è differente da Roma?

Tanti e troppi interrogativi che l’anno scorso avevano però una risposta. Questa era soprannominata “El tanque” (il carro armato), alias Roberto Gabini, oggi tra le file della Martos Napoli. Quel 17 marzo 2008 contro Milano, ecco in scena il “Gabini time”, 5 canestri di fila, 19 punti complessivi accendo il Palalottomatica e spegnendo qualsiasi pensiero di vittoria dei milanesi (finì 80-70 al 40’). Ma non solo questo perché l’italo-argentino riuscì nell’impresa della doppia doppia contro Varese (20 punti e 10 rimbalzi) alla prima giornata o anche a mettere 30 punti a referto contro un’altra Air Avellino.

Le triple segnate, comprese le numerose mancate e forzate, però riuscivano a dare una scossa a tutta la squadra tant’è che lo stesso coach Repesa lo utilizzava sempre come “4” tattico, sempre nei primi cinque. Sostenuto dal coro “Picchia Gabini”, ripreso dall’antico coro calcistico in favore di Sebino Nela, era proprio “El tanque” con il suo carisma a far sentire meno la stanchezza ai propri compagni. Però, coach Gentile, non si era solo alla terza giornata.

di Piero Barbaro per Basket Ground del 27/10/2009

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Serie D, Berardini: “Sono tornato a casa. Grazie Bojano”

Posted by Barbapress on Ottobre 19, 2009 in Calcio, Carta Stampata | ∞

Bojano (CB) – Si devono accostare al nome di Armando Iaboni le buone notizie che finalmente arrivano dall’ U.S. Bojano Calcio. E’ la punizione dello specialista attaccante molisano a decidere la gara contro il Chieti su un “Colalillo” in difficili condizioni di gioco a causa dell’abbondante pioggia caduta per tutti i novanta minuti. A dieci minuti dalla fine (35’), Iaboni con il suo destro, appena fuori area, spostati sulla destra, fa girare la palla intorno ai cinque giocatori in barriera e vede la palla insaccarsi per il gol decisivo.

Per il Chieti si parla di “maledizione molisana” e ossa rotte nella trasferta del Colalillo: è la seconda trasferta consecutiva dalla quale i giocatori neroverdi escono con nessun punto in mano. Per i biancorossi di Mister Farina, invece, è il momento del gran riscatto visto che non riuscivano ad ottenere l’intera posta in palio da ben quattro partite. L’ultima volta, la vittoria era arrivata sempre per uno a zero contro la Recanatese.

Tre punti, quindi, senza pensare allo squalificato Anselmo e all’infortunato Berardini. Proprio quest’ultimo, nell’ultima settimana, aveva rappresentato la vera novità in casa Bojano: lo scorso 9 ottobre l’ex capitano biancorosso, 27 anni, aveva firmato per tornare a giocare ai piedi del Matese, pronto per la sua settima stagione in biancorosso.  Berardini rientra alla base dopo le esperienze con Val di Sangro (Lega Pro, Seconda divisione) e Lavagnese (serie D) ma per lui è stata sempre una nuova emozione: “Vestire di nuovo questa maglia rappresenta per me un’emozione particolare. Conosco bene il mister, la società e quasi tutti i compagni. Noto che c’è voglia per fare bene: l’ambiente ideale per uno come me.”

Un ritorno tutt’altro che preventivato e prevedibile, tutto è successo nel giro di pochissimo tempo: “È successo tutto in poche ore. Farina mi ha cercato e, quando mi ha proposto di rientrare, non ho avuto alcuna remora ad accettare. Avevo altre idee per questa stagione, mi sarebbe piaciuto giocare ancora tra i professionisti ma per me Bojano è una seconda casa e sono felice per la mia scelta”. Altre idee per Berardini che a luglio vedeva sulle sue tracce ben cinque squadre: Valle del Giovenco, Cassino, Celano, Melfi e Monopoli. Svincolato e in attesa di notizie, l’ala destra cresciuta nel settore giovanile del Campobasso, aveva ricevuto diverse richieste dopo il brillante campionato dello scorso anno, 28 presenze e 3 reti nella valente formazione della Val di Sangro allenata da Vincenzo Cosco.

Altri programmi per Berardini anche perché la sua ottima stagione l’aveva portato anche alla convocazione nella rappresentativa nazionale italiana che ha partecipato alle Universiadi dello scorso agosto in Thailandia. Sicuramente una vetrina importante per Berardini che poi però ha deciso per il clamoroso ritorno a casa. Sembra essere una storia con epilogo da “tutti felici e contenti” ma a rovinare il ritorno del giocatore con la casacca biancorossa ci si mette un grave infortunio alla spalla che impedirà a Berardini di giocare per i prossimi quattro mesi. Appuntamento quindi a febbraio per il’ex capitano dell’U. S. Bojano mentre per gli altri ragazzi di mister Farina il decimo punto in classifica in sette gare (frutto di tre vittorie ed un pareggio) vuole far volare il Bojano nelle parti alte della classifica.

di Piero Barbaro per “Professione Calcio”

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Serie D, Andriani: “Col Castellana per tornare tra i professionisti!”

Posted by Barbapress on Ottobre 15, 2009 in Calcio, Carta Stampata | ∞

Castellana Castelgoffredo (MN) – Un poker subìto che non deve far preoccupare i tifosi del Castellana. Ne esce così, con quattro reti al passivo, la squadra lombarda contro la capolista e più forte Pisa: i 19 punti in 7 partite non saranno un caso per i toscani.

Per Maycol Andriani, centrocampista (ma anche difensore per necessità) del Castellana, c’è tanto però da prendere da questa gara: un primo tempo giocato davvero bene dove i nerazzurri toscani hanno dovuto soffrire e non poco. Il gol di Partic che sblocca il risultato, la rete del 2-2 di Pedrocca dopo la doppietta nerazzurra di Carparelli.

Poi il Pisa prende il sopravvento e i tre punti se ne vanno: “C’è grosso rammarico. Era una trasferta difficile e lo sapevamo. Però quando… [..]

di Piero Barbaro per “Professione Calcio” del 15/10/2009

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Virtus Roma, è nato un leader: Ibrahim Jaaber

Posted by Barbapress on Ottobre 14, 2009 in Basket | ∞

Roma – A prima vista era arrivato soprattutto per le sue “mani veloci”, per rubare palloni. Poi ti stupiva (personalmente) per la sua forza nel regalarti un high five a fine partita negli spogliatoi. Ora Ibrahim Jaaber è molto di più per la Lottomatica Roma.

Se si va a guardare bene in Grecia, con l’Egaleo, aveva contribuito a salvare la sua squadra risultando primo nella classifica marcatori, nella percentuale ai liberi, nel tiro da due, nelle palle recuperate e nei falli subiti, “solo” secondo nella classifica dei migliori assist man.

Ibrahim Jaaber in maglia Lottomatica Roma

Dopo l’infortunio di Giachetti contro Teramo nel gennaio del 2008, ecco lo slogan che si portava dietro dai tempi di Pennsylvania University il nuovo play scelto da Bodiroga: “Need a steal? Ibby is your man”. Un buon difensore, buon assist man, un discreto numero di punti nelle mani ma niente di eccezionale.

Dopo un anno e mezzo, sembrano quasi blasfemi questi giudizi sommari dopo la prestazione balistica di Ibby Jaaber nella prima giornata di campionato contro Cremona: 7/10 da tre, 3/5 da due, 4 palloni rubati e 3 assist oltre alla museruola per Rowland indossata praticamente per tutta la gara. E’ questa la nuova dimensione dell’esterno americano, con passaporto bulgaro, che si candida a ruolo di leader della squadra insieme al suo connazionale Hutson.

Sei minuti e 45” nel secondo quarto sul 31-30 Lottomatica e poi l’entrata in scena di Jaaber che a forza di pressare, rubare palloni e sparare dalla lunga distanza (una tripla anche allo scadere del tempo) consentiva alla Lottomatica di scavare il primo solco per una facile vittoria contro la neopromossa Vanoli che alzava definitivamente bandiera bianca sull’87-62. Ventotto punti per Ibby e la standing ovation del pubblico, regalata dalla sostituzione di coach Gentile, che rende tutto così normale. E’ nato un leader.

di Piero Barbaro per “Basket Ground“

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