Le telecamere entrano dentro Guantanamo: domenica 5 aprile su National Geographic Channel

Nulla potrà cancellare la galera di Guantanamo e la sua eredità. Neppure l’ordine esecutivo con cui, nel gennaio scorso, Barack Obama ne ha disposto la chiusura entro i primi mesi del 2010. E anche per questo, con la consapevolezza di un “obbligo verso la memoria”, il National Geographic consegna alla Storia per immagini del nostro tempo un documentario di due ore – “Inside Guantanamo” – tradotto in 34 lingue, in onda in Italia domenica 5 aprile alle 21 su National Geographic Channel. Un diario di tre settimane trascorse nel braccio di massima sicurezza di uno dei sette campi della prigione per “unlawful enemy combatants“. Un raggelante caleidoscopio di un universo di acciaio, cemento armato, filo spinato e lamenti in cui, oggi, continuano a languire 240 detenuti il cui destino resta incerto.
In un montaggio asciutto e intenzionalmente didascalico, le immagini registrate a Guantanamo parlano con la voce e il volto di chi ne è stato e ne è oggi il guardiano e di chi ne è stato, fino a ieri, il prigioniero. Restituendo intatta la profondità dell’abisso culturale ed emotivo che, in questi sette anni, ha separato e continua a separare chi ha concepito ed è a guardia delle gabbie e chi in quelle gabbie è lasciato marcire. Un abisso tanto più cupo, perché presentato come figlio “legittimo” di un’alternativa del Diavolo che, agli occhi di una buona parte dell’America, continua ad apparire inestricabile. Quella tra diritto alla sicurezza e rispetto dei diritti civili.

Parlano del Nemico e del proprio lavoro, gli uomini in alta uniforme. Forti di certezze incrollabili. “Nulla di quel che ho fatto in quest’isola mi farà vergognare di fronte ai miei figli“, dice l’ammiraglio David Thomas, comandante della Joint Task Force Guantanamo, l’ufficiale che l’11 settembre del 2001 sopravvisse al rogo del Pentagono e la cui uniforme semi carbonizzata di quel giorno è conservata nella Smithsonian American History gallery. “Al Qaeda ha le sue cellule anche qui e impone ai singoli ruoli diversi, anche da prigionieri“, chiosa il colonnello dell’esercito Bruce Vargo, responsabile dei bracci di detenzione.
“Non abbiamo mai torturato nessuno“, assicura Paul Rester, già capo del team della Defence Intelligence Agency, mentre in sovrimpressione scorre il dettaglio dei rapporti ormai desecretati del Fbi in cui si documenta cosa in quelle celle è accaduto (“… Il prigioniero era incatenato da molte ore al pavimento, in posizione fetale… durante la notte si era letteralmente strappato i capelli dalla testa… “).
Parlano con la sincerità e la semplicità di un dubbio che si è fatto prima tarlo esistenziale e poi ossessione morale, i “private”, la truppa semplice. Dopo l’11 Settembre, gli era stata promessa una guerra contro i macellai delle Torri e del Pentagono. Si sono ritrovati consegnati a una routine da aguzzini. A giorni e notti di sguardi oltre uno spioncino di vetro corazzato, su spazi di 1 metro e 85 per 2 metri e 44, dove ciondolano o gridano impazziti uomini di cui non debbono conoscere il nome, ma solo la lettera e il numero che ne identifica la cella. Come il soldato Jane, 25 anni, gli occhiali tondi a incorniciare un volto che comunica la stessa ingenuità del suo accento del Sud.

Quel Kentucky in cui è nata e in cui hanno smesso di comprenderla. A cominciare da sua sorella, attivista per i diritti umani. Dice “Ogni giorno percorro 19 chilometri a piedi, affacciandomi da una cella ad un’altra. E alla fine, so che non potrò raccontarlo in famiglia. E questo fa male“.
Nell’universo concentrazionario di Guantanamo non c’è redenzione. Odio e paura hanno seminato e continuano a seminare nuovo odio e nuova paura tra i musulmani. Gli ex prigionieri Moazzam Begg, anglo-pachistano, Abdul Salam Zaeef, ex ambasciatore talebano in Pakistan, Haji Rohullah Wakii, leader tribale afgano, lo raccontano con il rancore, a tratti persino stupefatto, di chi ancora non sa come e perché ha perso la libertà per un tempo infinito e come e perché, altrettanto inopinatamente, l’ha riacquistata una mattina in cui la cella si è aperta e un soldato ha annunciato che “si tornava a casa“.
Dice Charles Swift, ex ufficiale di Marina e difensore di Salim Ahmed Hamdan, afgano rinchiuso sull’isola perché indicato come l’autista di Bin Laden: “Guantanamo è stata e resta lo specchio di quel che è stata l’America in questi anni“. La Corte Suprema ha chiesto che non se ne cancelli la traccia, perché futura “body of evidence“, prova processuale nei giudizi civili o penali a chi ne dovesse essere chiamato a rispondere come responsabile. “X-Ray”, il primo campo da cui tutto cominciò nel gennaio del 2002, è dunque oggi una distesa di gabbie abbandonate, infestate dalla gramigna. Un monumento silente all’inizio di quella Storia. I bracci di acciaio e cemento dove oggi restano 240 prigionieri e che di quella Storia sono l’approdo, un monumento lo saranno presto. Anche se di loro, con la memoria di chi li ha abitati, resteranno ora due ore di immagini.
di Carlo Bonini da Repubblica.it del 3/4/2009
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il trailer del film “The Road to Guantanamo”

Tag: Barbapress, Guantanamo, National Geographic, tv, video
Campionato Nazionale Dilettanti, il testa a testa del girone D

di Piero Barbaro per “Professione Calcio”
Roma – E’ veramente interessante il testa a testa che si sta vivendo nel girone D del Campionato Nazionale Dilettanti di quest’anno. A poche partite dalla fine saranno il Castellarano e il Crociati Noceto a battersela fino all’ultimo minuto disponibile per una promozione nella “vecchia” Serie C2. Una promozione che avrebbe svariati significati sia per il Castellarano di mister Testoni che per la squadra di Noceto di mister Torresani, proprio quest’ultimo non si aspettava una stagione piena di così tante soddisfazioni. “Eravamo partiti con buoni propositi dopo esserci salvati proprio all’ultima partita nella scorsa stagione da neopromossi. Al tempo stesso, però, non immaginavamo di poter andare così bene e ritrovarci a questo punto della stagione in questa posizione di classifica. La società ha nel mirino la promozione e se non fosse quest’anno sarà sicuramente il prossimo.” Più o meno queste sono le stesse parole che si possono sentire sull’altra sponda, quella di Testoni del Castellarano: “Sono molto contento delle prestazioni che hanno offerto i miei giocatori. Da quando sono arrivato abbiamo dato il via ad un trend positivo, costituito principalmente da vittorie, che ci ha permesso di essere quassù a questo punto. Sono molto orgoglioso del lavoro svolto fino ad adesso. La promozione sarebbe un qualcosa di storico, un traguardo mai raggiunto per un grande paese come Castellarano. Sarebbe l’apice del successo per tutti, dirigenti, tifosi e soprattutto per noi stessi. Sappiamo però che sarà una lotta dura: il Crociati Noceto ha degli ottimi elementi come Pietranera, che ho allenato in passato alla Reggiana, che possono fare la differenza quando vogliono.”

Oltre al successo di squadra sarebbe questo un titolo importante anche a livello individuale per i due mister. Continua mister Testoni: “Naturalmente sarebbe un grande risultato che però non mi farebbe guardare al di là di questa e la prossima stagione. Sono abituato a non pensare al futuro, cerco di fare il meglio per la mia società che mi ha dato la possibilità di tornare nel mondo del calcio dopo qualche anno passato ai box.” Anche per l’allenatore del Crociati Noceto Torresani un futuro da vivere “alla giornata”: “Vincere qui a Noceto dove ho trovato tanti amici, in un ambiente veramente familiare, sarebbe davvero troppo bello. Anche il rischio di retrocedere lo scorso anno sarebbe totalmente cancellato da questa vittoria. Sono soddisfatto di quello che abbiamo costruito tutti insieme e sarei contento di continuare a fare parte di questo progetto anche il prossimo anno.”

Uno scontro al vertice che vede protagonisti anche le due tifoserie e tutto quello che gira accanto alle due squadre. Per mister Torresani c’è un buon ambiente a Noceto: “Vedo degli atteggiamenti veramente positivi ma anche molto equilibrati. Nonostante non ci si aspettasse questo ritmo e questi risultati, chi sta vivendo questo campionato al nostro fianco lo sta facendo con grande equilibrio e la cosa mi piace molto.” Più caldo invece l’ambiente intorno al Castellarano a detta di mister Testoni: “Abbiamo il nostro gruppetto di tifosi, la Torcida, che ci sta sempre accanto, anche in trasferta spesso sono più loro che i tifosi locali che vengono a sostenere la squadra di casa. E’ un sostegno importante che ci arriva anche da tutto il paese che ora capisce che siamo in una situazione delicata.”

Idee comunque molto chiare per i due allenatori sul tipo di lavoro da svolgere fino al termine della stagione. Per mister Testoni sarà “un minicampionato, come la Champions League, dove oltre ai valori tecnici serviranno tante energie psicologiche da usare nelle situazioni più difficili, una partita difficile da sbloccare per esempio. Per me una grande solidità psicologica sarà la chiave di tutto in queste ultime partite. Sull’altra sponda poi c’è un grande allenatore che saprà guidare i suoi giocatori, come spero di saperlo fare io, nella gestione delle fasi calde di questo fine campionato.” Si allinea a questa analisi anche mister Torresani: “Sarà fondamentale gestire le situazioni di vantaggio o alcune partite contro le squadre che si giocano la salvezza. Le nostre sono due squadre che arrivano in maniera diversa a questo fine campionato: noi abbiamo questa sorta di leggerezza di non aver avuto durante la stagione l’assillo di salire di categoria, anche se adesso sentiamo ovviamente le pressioni e sarebbe francamente una delusione non ottenere la promozione; loro invece sono già 3-4 anni che stanno tentando la scalata alla C2 avranno più difficoltà da dover gestire.” Castellarano e Crociati Noceto, che vinca il migliore!

Josè Mourinho al “Chiambretti Night”: sarà un bel pesce d’aprile

Roma, 1 aprile 13:54 – Due settimane di promozione per l’intervista televisiva forse più attesa del 2009: jingle, promo e filmati dove si presenta lo “Special One” che ha ancora da dire qualcosa. Inoltre, ieri, anche il famoso estratto di una recente conferenza stampa dell’allenatore portoghese che si lamenta della troppa (falsa) comunicazione nel mondo del calcio. Come avrà fatto Chiambretti a convincere Josè Mourinho ad essere intervistato nella sua strepitosa trasmissione in seconda serata su Italia 1?
Nonostante non sia mai andato ospite in programmi televisivi, a parte in quelli sportivi nei dopo partita, Mourinho sembra abbia accettato in via del tutto eccezionale di intervenire al programma condotto da Piero Chiambretti, dopo essere stato evocato più volte nel corso dello show. Scatenata la curiosità degli addetti ai lavori (più 40 accreditati tra fotografi e giornalisti) che sono pronti a prendere d’assalto gli studi di Via Belli a Milano, dove si registra “Chiambretti Night”. Nonostante la nota Mediaset, il Barbapress fiuta un bel “pesce d’aprile”… stasera si vedrà, in un senso o nell’altro!

Tag: Barbapress, Chiambretti Night, Mediaset, Mourinho, tv
Ombre storiche sulla Chiesa Romana

La lista delle Eresie e delle invenzioni umane adottate e perpetrate dalla Chiesa Cattolica Romana nel corso di 1600 anni compilata dal Reverendo Stefano Testa: http://faldoni.splinder.com/post/20209711
Reincarnazione: La condanna della chiesa
Fu nel II Concilio di Costantinopoli indetto dall’imperatore Giustiniano (553 anni dopo la morte di Cristo) che venne cancellata la dottrina della reincarnazione e vennero condannati gli scritti reincarnazionisti di Origene, uno dei primi padri della Chiesa, (benché spesso inclusi tra le preghiere del breviario). Numerosi sono ormai i ricercatori che hanno appurato come Giustiniano avesse imposto questa decisione conciliare senza il consenso del Papa d’allora, Virgilio, il quale, pur essendo presente in Costantinopoli, non partecipò alla seduta. Approfondendo le ricerche, si è pure giunti alla conclusione che a indurre l’imperatore a questo passo sia stata anche la pressione esercitata dall’imperatrice Teodora, sua moglie, da lui considerata la sua migliore consigliera.
Teodora, ex-ballerina dal passato tumultuoso, aveva fatto uccidere cinquecento sudditi che conoscevano i suoi trascorsi. Poi, terrorizzata dalla dottrina della reincarnazione, che stabiliva sofferenze nelle vite successive per colpevoli di assassinio, avrebbe indotto Giustiniano a eliminare la dottrina delle vite successive, come per annullare questa terribile minaccia. Altri studiosi ritengono che la bolla giustiniana sia stata favorita anche dal fatto che già nel 537 la Chiesa era lacerata da numerose controversie ed eresie. Altri ancora, più maliziosamente, avanzano l’ipotesi che la Chiesa si fosse resa conto che, per imporre il Cristianesimo alle masse, era preferibile sostenere la teoria di un’unica vita e di un unico giudizio di premio, o castigo subito dopo la morte.
La promessa d’un Paradiso immediato, o la minaccia d’una eterna condanna all’Inferno, producevano un effetto potente sulle loro menti, inducendoli a mettersi sotto le ali protettive della Chiesa, per ottenere aiuti e scongiurare castighi ultraterreni. Mentre il concetto che, anche comportandosi male in questa esistenza, fosse possibile rimediare in una successiva poteva servire da alibi per i più deboli e neghittosi. In questo senso si può ammettere anche l’utilità di questo ostracismo a una dottrina in anticipo sui tempi, ma va ricordato che, per la sola colpa di sostenerla, molti Cristiani dissidenti vennero perseguiti e sterminati dall’Inquisizione.
La Chiesa Romana dice che non cambia mai, eppure non ha fatto altro che inventare nuove dottrine contrarie alla Bibbia, e praticare riti e cerimonie prese dal paganesimo. La vera religione di Cristo, invece, non si trova nel Romanesimo, ma nel Vangelo. Quando i bianchi vennero in Africa, noi avevamo la terra e loro la Bibbia. Loro ci insegnarono a pregare con gli occhi chiusi; quando li aprimmo i bianchi avevano la terra e noi la Bibbia.

Basket: Allan Ray e il più classico dei ritorni dell’ex

Lottomatica Roma – Carife Ferrara 88-93
Al Palazzetto di Viale Tiziano è il grande ritorno di Allan Ray, l’ex dell’amore mai sbocciato, che aveva effettuato la sua ultima gara in maglia virtussina proprio a Ferrara nella gara d’andata (era anche l’ultima gara di Repesa). Una notte amara invece per una Lottomatica senza Becirovic e De La Fuente con Gabini da numero 3 nel quintetto iniziale. Il primo quarto è decisamente a favore dei padroni di casa: al 10’ si è sul 25-17 con la spettacolare schiacciata a rimorchio di Datome e un Brandon Jennings che cambia l’inerzia della gara romana dopo il suo ingresso in campo. Nel secondo quarto, prima fuga targata Lottomatica sul 31-19 con il canestro dalla media distanza di Brezec ma la Carife di coach Valli non ne vuole sapere di uscire presto dalla gara: la dimostrazione arriva al 19’ con la tripla di Allegretti del 41-36. Il primo tempo si chiude con i tre tiri liberi di Douglas e la tripla di Collins che già all’andata era stato decisivo per la vittoria di Ferrara. Si va al riposo lungo sul 44-39 con Allan Ray con soli 2 punti (su tiro libero) nel tabellino della gara.

La partita continua punto a puntocon 2 italiani alla ribalta: Datome con tiri in sospensione da 2 e dalla lunga distanza (intravisto anche un “Bodiroga move” in isolamento) e con Allegretti che al 30’ segna già 15 punti sul suo personale score. Il terzo quarto finisce 64-63 con il canestro coast to coast di Allan Ray sulla sirena. Con quest’ultima azione personale, l’ex Boston Celtics entra decisamente in gara firmando il sorpasso al 32’ con 2 giocate consecutive che valgono 6 punti. E’ il momento degli ex in questa fase perché anche Fabio Zanelli mette a segno 5 punti consecutivi per il 67-74 Carife. Ferrara a questo punto non gira più la testa con lo striscione del traguardo ormai visibile: altri super canestri di Ray e Collins e qualche ingenuità romana (come la palla persa da Jennings a 35” dalla fine) consegnano una vittoria importantissima per i ragazzi di coach Valli che sperano sempre di più nella salvezza. La Virtus protesta per un antisportivo di Datome a 25” sul -2 rendendo ancor più amara la notte per i capitolini. La gara, dopo i consueti viaggi in lunetta, si conclude sull’88-93.
Lottomatica Roma: Hutson 17+6r, Douglas 20+2per+3a, Datome 14+5per, Jaaber 19+4rec, Jennings 0+4ass, Gigli 2, Brezec 8, Becirovic ne, Tonolli ne, Giachetti, Gabini 8, De La Fuente ne. All. Gentile.
T2p 22/34, T3p 10/27, R 26 (13 off), A 14, Per 19, Rec 15, Stop 2
Carife Ferrara: Ebi 14, Ray 18+4r+3rec+6per+2a, Zanelli 8+3rec, Collins 16+4a, Nnamaka 3+4r, Farabello 3+3rec, Allegretti 15, Rizzo, Jamison 14+4r, Mazzola ne, Sacchetti 2. All. Valli.
T2p 22/36, T3p 9/15, R 24 (6 off), A 12, Per 20, Rec 16, Stop 0

Tag: Allan Ray, Barbapress, Basket Ground, Lottomatica Virtus, Palazzetto dello Sport, Viale Tiziano, Virtus Roma
E’ partita la F1, quale sarà il destino delle 2 Brawn Gp?
E’ iniziata la stagione 2009/2010 già con molti colpi di scena.

foto Ap/LaPresse
F1/Gp Australia:Trulli penalizzato, Hamilton sale al terzo posto
Sorpasso con safety car, pilota Toyota perde 25″ ed è 12.mo
Melbourne (Australia), 29 mar. (Ap-Apcom) – I commissari di gara del Gran Premio d’Australia hanno penalizzato Jarno Trulli promuovendo il britannico Lewis Hamilton al terzo posto della classifica finale della prima prova stagionale del Mondiale di Formula 1. Il pescarese, pilota della Toyota, è stato sanzionato con una penalizzazione di 25 secondi per un sorpasso in regime di safety car. Trulli scende quindi dal terzo al 12.mo posto. Hamilton, quarto in gara, con il terzo posto ottiene sei punti nella classifica del Mondiale anziché cinque.
Le nuove classifiche dopo il 1° gp.
Piloti:
1. Jenson Button (Gbr) Brawn, 10 punti. 2. Rubens Barrichello (Bra) Brawn, 8. 3. Lewis Hamilton (Gbr) McLaren, 6. 4. Timo Glock (Ger) Toyota, 5. 5. Fernando Alonso (Spa) Renault, 4. 6. Nico Rosberg (Ger) Williams, 3. 7. Sebastien Buemi (Svi) Toro Rosso, 2. 8. Sebastien Bourdais (Fra) Toro Rosso, 1.
Costruttori:
1. Brawn, 18 punti. 2. Toyota, 10. 3. McLaren, 6. 4. Renault, 4. 5. Williams, 3. 6. Torro Rosso, 3.

F1, guida alle nuove regole del 2009
Il campionato 2009 di Formula Uno sarà sicuramente uno dei più attesi negli ultimi dieci anni. E’ il campionato dei grandi cambiamenti, quello che vedrà effettuato un passo indietro invece di un passo in avanti, proprio perché la FIA ha imposto nuove regole per arrivare a determinati obiettivi, che non riguardano lo sviluppo tecnologico, ma ben altri settori. Scopriamo insieme in modo più dettagliato le novità di questo attesissimo 2009.
Ritornato le Gomme slick: dopo dieci anni di pneumatici scanalati ritornano le gomme completamente lisce. Questa introduzione è dovuta al fatto che si vuole dare una maggiore aderenza meccanica che aerodinamica. Con questo tipo di gomme saranno facilitati i sorpassi in curva.
KERS: questa è la più grande novità in Formula Uno. Il KERS è il sistema di recupero di energia cinetica, col quale verrà immagazzinata tutta l’energia che si disperde dalle frenate in curva. Questa energia verrà immagazzinata e all’occorrenza attraverso un bottone che il pilota può azionare, si genererà un aumento di potenza del motore di circa 80 cavalli. Questa potenza dura circa sette secondi, ma se sfruttata in buone circostanze può permettere ai piloti di effettuare grandi sorpassi e di aumentare le loro prestazioni. I lati negativi sono che questo sistema pesa molto e quindi incide sul peso complessivo della vettura.
Affidabilità motori: nel 2009 i motori non dovranno essere utilizzati solo per due gare, ma per tre. Dunque si avranno motori più affidabili e di conseguenza si vedranno più ritiri dovuti all’efficienza o meno dei tali. Con questa novità si è anche cercato di ridurre i costi per i vari team.
Aerodinamica: insieme alle gomme slick, questo è il cambiamento fisico più consistente. Si vedranno macchine completamente diverse, più semplici, in modo che le vetture possano subire meno le turbolenze durante i vari sorpassi. L’alettone anteriore diventa più largo, quello posteriore più stretto ed alto. Il diffusore è stato arretrato in modo da cambiare la sua deportanza. I telai saranno privi di flap e di tutte le particolarità aerodinamiche.
Test: proprio per ridurre i costi, il limite dei test, che servono per lo sviluppo delle monoposto, è sceso da 30000 km a 20000 km.

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Tosi (San Marino Calcio) al Barbapress: “La mia grande esperienza per l’impresa della salvezza”

di Piero Barbaro per “Professione Calcio”
Serravalle – Quando si cambiano tre allenatori nella stessa stagione è chiaro che i programmi di inizio campionato non sono stati rispettati al cento per cento. Nonostante questo, l’intento del San Marino Calcio è sicuramente quello di mantenere la categoria per poter poi ricostruire nel prossimo anno. Protagonista di questa impresa dovrà essere il nuovo mister, Marco Tosi, che dovrà mettere a disposizione della squadra tutte le sue prestigiose recenti esperienze: prima la Primavera del Livorno con 3 partecipazioni alla “Coppa Carnevale”, poi l’avventura come secondo allenatore di Mazzarri e Donadoni sulla panchina amaranto. In più anche la grande salvezza ottenuta nella stagione 2007-2008 con il Potenza in C1, anche lì come mister subentrato in corso. Nasce sotto tutti i migliori auspici l’avventura del neo-allenatore: “Quando si cambiano 3 guide tecniche vuol dire che qualcosa non è andato durante l’anno. Adesso bisogna solo pensare ad un futuro positivo anche se la situazione al momento non è delle migliori. Oltre agli infortunati di lunga data, ci sono anche giocatori squalificati e all’ultimo momento, come “ciliegina della torta”, a causa di un infortunio accidentale, ci è venuto a mancare anche Luca Grassi.”

Mister Tosi quindi dovrà mettere parecchio ordine in squadra: “Ho trovato naturalmente dei problemi sia a livello tattico-tecnico che a livello psicologico ma anche un gruppo che si è messo subito a disposizione con tanta voglia e soprattutto tanta professionalità. I presupposti per la salvezza ci sono.” Come detto in precedenza le tante esperienze vissute in passato dovranno aiutare il nuovo allenatore del San Marino Calcio: “Spero che quello che ho vissuto in precedenza mi torni utile adesso anche perché reputo quest’esperienza molto importante dopo esser rimasto ai primi di settembre praticamente disoccupato a causa dei noti problemi della Massese, squadra in cui avevo iniziato un nuovo percorso.”
A favore di mister Tosi anche uno splendido ambiente: “Proprio una bella società quella del San Marino Calcio, in più ultimamente sono subentrati altri personaggi importanti che non potranno che fare il meglio per questa squadra. Ancora non ho incontrato i tifosi e spero di esser loro simpatico: un feeling che dovrà passare però necessariamente da grandi risultati sul campo. Un allenatore senza risultati positivi non è mai ben apprezzato nel mondo del calcio attuale.”

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“Pretty Green”: la nuova fashion label di Liam Gallagher!

Si chiamerà Pretty Green la nuova linea di abbigliamento firmata da Liam Gallagher. Il frontman degli Oasis sta ultimando le bozze dei capi fashion che saranno presto in commercio e ha già rilasciato alcune dichiarazioni nel suo tipico stile unconventional: “La ragione per cui mi sono improvvisato stilista è che mi piacciono i vestiti. Disegnerò solo gli abiti che voglio e che rispecchiano il mio modo di essere. Se alla gente piaceranno, bene, altrimenti non importa! Sarò coinvolto in prima persona nella produzione e penso che andrà tutto alla grande”.
La collezione della popstar includerà scarpe, diversi modelli di abiti dal taglio classico, molti accessori e un nutrito assortimento di jeans come confermato dalla label stessa sul sito PrettyGreen.com: “Pretty Green è un marchio all’avanguardia fondato, disegnato e prodotto da Liam Gallagher. Tutto il range sarà commercializzato in edizione limitata e includerà scarpe, denim, maglieria, giacche, cappotti, T-shirts, cappelli e accessori vari”.
Tag: fashion label, Liam Gallagher, marchio, Pretty Green, video, youtube
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