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I misteri del digitale terrestre: canali “spariti” e schermo nero. Cosa fare?

Posted by Barbapress on Dicembre 1, 2010 in Tecnologia, Televisione | ∞

MILANO – Si fa presto a dire switch off. Da quando, lo scorso 26 novembre, il segnale della tivù analogica si è spento in Lombardia e in Piemonte, dando inizio all’era del digitale terrestre, gli utenti non fanno che lottare con il decoder e il televisore. Alcuni canali sembrano proprio essersi volatilizzati: da La7 a Sportitalia, dai principali canali Rai a Boing. I rivenditori di prodotti tecnologici e gli antennisti sono sommersi dalle telefonate, soprattutto di persone anziane, per le quali anche solo risintonizzare il decoder – il primo passo per poter ritrovare i canali smarriti – è un’impresa. E spesso i problemi non si risolvono al primo colpo.

In molti lamentano di dover ripetere l’operazione ad ogni accensione, proprio perché le frequenze in questa fase sono parecchio «ballerine». «Il consiglio è di aspettare una decina di giorni, continuando a risintonizzare, perché è un momento di assestamento, molte tv locali non hanno ancora aggiornato il segnale e sono possibili interferenze», spiegano da Altroconsumo. Al numero verde dell’associazione in una mattina qualunque di questi giorni di «rodaggio», sono arrivate oltre 400 chiamate in cui gli utenti lamentavano disservizi; tra questi, molti clienti di Mediaset Premium e Gallery che hanno segnalato di non esser riusciti a fruire della visione dei servizi in abbonamento.

IL DECODER – Per quanto riguarda le reti Rai, se molti tecnici parlano di «intermittenza del segnale», spesso l’intoppo sta nel decoder: quelli di prima generazione non sono impostati per captare i canali europei, tra cui cui sono inseriti proprio le reti Rai. In questo caso, bisogna cambiare le impostazioni generali, deselezionando «Italia» e spuntando «Europa» o «Germania» nel menù.

FILTRI ALLE ANTENNE – Le segnalazioni dei canali svaniti si moltiplicano sui forum e sui socialnetwork. Qualcuno scrive di vedere solo televendite, qualcun altro, dopo l’ennesimo tentativo di risintonizzazione, racconta di aver definitivamente rinunciato alla tv, altri si arrangiano con lo streaming sul web. C’è anche chi arriva a teorizzare l’esistenza di un complotto per oscurare La7, la rete del tg diretto da Enrico Mentana. Il canale di Telecom Italia Media sembra essere scomparso da Milano, come si legge sul forum del Corriere Casi Metropolitani.

Da La7 fanno sapere che «i livelli di emissione misurati in città e nell’hinterland nelle ultime 24 ore sono adeguati per essere ricevuti dagli apparati dei telespettatori» e che i problemi riscontrati derivano in buona parte dai filtri degli impianti condominiali. Installati negli anni passati per proteggere da interferenze i canali principali, i filtri bloccano le frequenze limitrofe e di fatto impediscono la ricezione di alcuni canali ora posizionati proprio su quelle frequenze «bloccate», ridistribuite ai vari operatori con il passaggio al digitale.

Una pista che potrebbe spiegare la sparizione anche di altre reti, come Sportitalia, Boing, Iris, Rai4 e Raisport. In questo caso chiamare l’antennista per rimuovere il filtro è inevitabile e i tempi non sono brevi. A Milano si parte da una settimana di attesa per un appuntamento, ma si può arrivare anche fino a gennaio.

di Elvira Pollina per Corriere.it del  29/11/2010

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Addio a Leslie Nielsen: quante risate con il detective Frank Drebin!

Posted by Barbapress on Novembre 29, 2010 in Attualità, Cinema, Spettacolo | ∞

L’attore comico Leslie Nielsen, l’irresistibile detective di “Una pallottola spuntata”, è morto domenica in Florida, all’età di 84 anni, per le complicazioni di una polmonite.

IN OSPEDALE – Lo ha riferito un portavoce. Nielsen deve la sua fama soprattutto al detective Frank Drebin e alla sua interpretazione in «L’aereo più pazzo del mondo», ma la sua è stata una lunghissima carriera cinematografica e televisiva, durata più di 60 anni. Il portavoce ha fatto sapere che l’attore è morto in un ospedale vicino alla sua casa di Fort Lauderdale, circondato dalla moglie e dagli amici.

fonte: ANSA

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Il Serie D. Voghera e la sua fase di stabilizzazione

Posted by Barbapress on Novembre 25, 2010 in Calcio, Carta Stampata | ∞

di Piero Barbaro per “Professione Calcio” del 25/11/2010
p.barbaro@professionecalcio.net

Voghera (PV) – In Serie D a trentadue anni potresti già sentirti vecchio, alla fine della carriera. Sono tantissimi i giovani, infatti, che vengono gettati nel campo grazie (o a causa) delle nuove regole che prevedono e costringono le società a schierare un numero fisso di giovani in campo.

Iniziativa interessante a patto che questi giovani non si ritrovino poi in Promozione e Prima Categoria una volta “scaduta” l’età (e purtroppo succede, ndr). Oltre a raccontare la stagione della sua squadra, il Voghera Calcio, è anche questo quello che traspare dalle parole di Francesco Cardamone, centrocampista di qualità e…

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A.S. Roma-Bayern Monaco 3-2: la rivincita è un piatto che va servito congelato!

Posted by Barbapress on Novembre 24, 2010 in Calcio | ∞

Roma – Bayern Monaco del 1985 in Coppa delle Coppe

E vendetta è stata!

Chi era allo stadio, quel pomeriggio, per quel Roma-Bayern di Coppa delle Coppe, non può non sentire ancora i brividi su per la schiena.

La Roma, allora guidata da Eriksson si presentò all’Olimpico, dopo la sconfitta in trasferta per 2-0, per cercare di ribaltare il risultato ma, il Bayern Monaco di Matthaus, si rivelò troppo forte per i giallorossi. Il Bayern vinse anche all’Olimpico per 2-1 con i gol al 32′ del primo tempo di Matthaus su rigore, poi il momentaneo pareggio di Nela al 35′ del secondo tempo fino al gol-vittoria per i tedeschi al 36′ del secondo tempo con Kogl.

Ma il risultato non fu la cosa più importante di quella sera, in quel lontano 20 marzo 1985 i protagonisti furono i tifosi.

Dal 15′ del secondo tempo i tifosi giallorossi, fino alla fine della partita intonarono il coro “Che sara’ sara’, noi sempre ti sosterrem, ovunque ti seguirem che sarà sarà” facendo venire i brividi a tutti i giocatori in campo e segnando per sempre la storia del tifo romanista. Nonostante la sconfitta della Roma i tifosi decisero di sostenere la propria squadra con tutto l’entusiasmo possibile. Un muro di sciarpe e bandiere copriva la curva giallorossa dove, il pubblico in piedi, cantava senza sosta. Alla fine della partita, davanti ad una Curva Sud stracolma, i giocatori giallorossi andarono a ringraziare con le lacrime agli occhi i propri tifosi.

Il celebre coro nasce quel giorno in questo ambiente

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A.S. Roma: la storia giallorossa di “Jerry” Menez iniziò così

Posted by Barbapress on Novembre 22, 2010 in Calcio | ∞

Aldo Spinelli. Oscar Damiani. Leandro Cufrè. Marco Simone. Daniele Pradè. Bruno Conti. Mettete insieme, mescolate ben bene, ecco a voi Jeremy Menez. […]

SEGNALAZIONE – La telefonata che ha dato inizio a tutto, è stata fatta da Aldo Spinelli a Daniele Pradè. […] non potendo acquistarlo per il suo Livorno, telefona al ds giallorosso che, peraltro, conosceva da un paio d’anni Jerry (così ormai lo chiamano tutti a Trigoria), ma aveva sempre dovuto rinviare qualsiasi approccio perché per il mercato il suo portafoglio mai aveva contato. Quando arrivò la telefona ta di Spinelli, Daniele Pradè era in compagnia di Oscar Damiani, procuratore, grande esperto del mercato transalpino, che non fece altro che dare ragione al presidente del Li vorno,«Daniele è proprio così, Menez è un fenomeno».

TRATTATIVA – La prima telefonata al presidente del Monaco, gelò Pradè. Siamo verso la fine di luglio del 2008, «vogliamo venti milioni di euro» la richiesta iniziale, fatta da Marco Simone, l’ex giocatore del Milan, all’epoca dirigente del club monegasco.[…] E allora, amichevole a Montecarlo. Tre agosto 2008. La sera precedente, i dirigenti giallorossi, Pradè e Bruno Conti, andarono a cena in un noto ristorante del principato, presenti il giocatore e i suoi due procuratori, Migliaccio e Bernes, i numeri uno del calcio francese, il primo è stato il manager di Zidane, oggi lo è di Nasri e Benzema, oltre che del nostro Jerry […] i dirigenti giallorossi ebbero la certezza che il giocatore sarebbe intervenuto pesantemente sulla dirigenza del suo club per convincerli a ridimensionare le pretese per il suo cartellino, richieste che, intanto, erano scese a quindici milioni, con la Roma ferma a un’offerta da nove milioni.

Menez nei giorni successivi fece la sua parte, supportato, ecco che entra in scena l’ultimo protagonista, da Leandro Cufrè […] dieci milioni e mezzo al Monaco più un milione e mezzo in premi, clausola liberatoria da ventisei milioni per il ragazzo come da richiesta di Migliaccio, quattro anni di contratto (non ci fu verso per chiudere un quinquennale). […]

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20 novembre, il giorno del derbyssimo tra Treviso e Unione Venezia

Posted by Barbapress on Novembre 18, 2010 in Calcio, Carta Stampata | ∞

di Piero Barbaro per “Professione Calcio” del 18/11/2010
p.barbaro@professionecalcio.net

Treviso – E’ quasi tutto pronto per l’incontro clou della dodicesima giornata del girone C di Serie D. Ci saranno anche le telecamere di Raisport per l’anticipo delle ore quattordici di sabato per dare il giusto risalto alla gara tra Treviso e Unione Venezia.

Allo stadio “Tenni” sarà derbyssimo, in attesa nella giornata di oggi delle decisioni del Casms. L’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive molto probabilmente impedirà al Treviso di…

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Piccoli tifosi crescono: il Sankt Pauli apre asilo allo stadio!

Posted by Barbapress on Novembre 12, 2010 in Attualità, Calcio | ∞

I tifosi più sfegatati del Sankt Pauli da oggi avranno un’occasione in più per certificare la loro fedeltà al club. La società tedesca ha infatti annunciato che aprirà all’interno del suo stadio un asilo per i figli dei tifosi.

I bambini allo stadio durante una partita del Sankt Pauli

La dirigenza del club di Amburgo ha fatto sapere che la decisione di aprire la nursery denominata “Nido dei Pirati” faceva parte dei piani per il rinnovo dello stadio Millerntor, nel cuore di uno dei quartieri più popolosi della città.

La scuola per i piccoli apre questo mese e provvederà, ogni giorno, alla cura di circa 100 bambini da zero a sei anni anche nel weekend. Il servizio sarà inoltre aperto anche il giorno delle gare interne della squadra e qui i tifosi potranno tranquillamente lasciare per qualche ora i loro figli.

L’asilo allo stadio del Sankt Pauli


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L’appetito vien mangiando: l’avventura del S. Paolo Padova

Posted by Barbapress on Novembre 11, 2010 in Calcio, Carta Stampata | ∞

di Piero Barbaro per “Professione Calcio” del 11/11/2010
p.barbaro@professionecalcio.net

Padova – L’appetito vien mangiando e per il San Paolo Padova del presidente Antonio Barella, dopo la vittoria contro il Venezia, ecco un nuovo successo che fa sognare i propri sostenitori con la “doppia v” contro il Treviso.

Risultati niente male per il primo anno di Serie D del San Paolo Padova nato quest’estate dalla fusione tra l’Albignasego (Serie D) e il San Paolo (Eccellenza). Risultati tecnici a parte, il buon esito della fusione, e il lavoro organizzativo che prosegue alla grande, sono i risultati più graditi al presidente: “Non è stato per niente facile mettere in piedi questa nuova società, la stagione sta proseguendo nel migliore dei modi anche se già sappiamo che non potremo…

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Mancini contro Mourinho: Vincere la Champions era solo una questione di tempo!

Posted by Barbapress on Novembre 4, 2010 in Calcio | ∞

Roberto Mancini, allenatore del Manchester City

Vincere con squadre perdenti per tradizione è la sua specialità. Così Roberto Mancini, spiega a “So Foot” (in uscita il 5 novembre e come al solito ricco di contenuti) perché ha accettato di allenare il Manchester City che non alza un trofeo dal 1976 e coglie l’occasione per punzecchiare Mourinho che l’ha succeduto all’Inter. “A me piace costruire – dice il Mancio – ed è molto più eccitante vincere con una squadra abituata a perdere. (…) Tutta la mia carriera è improntata su questo, con la Samp abbiamo vinto tutto o quasi. Non dico che non mi piacerebbe allenare squadre come Bayern Monaco, Barcellona o Real Madrid. Ma sono squadre che vincono sempre. E’ quasi troppo facile”.

Chissà se Mou è d’accordo. Poco importa. Mancini si toglie pure lo sfizio di relativizzare il triplete nerazzurro della scorsa stagione: “Quando sono arrivato all’Inter, i nerazzurri non vincevano da vent’anni. E abbiamo vinto molto. Solo la Champions League ci è sfuggita, ma era solo una questione di tempo. Poteva essere con me o con Cuper. E’ successo l’anno scorso perché sono anni che l’Inter ci prova e la Champions bisogna giocarla spesso per vincerla. Mourinho ha approfittato del mio lavoro? Non so. Io so solo che ho costruito una squadra e abbiamo vinto. Se poi la Champions l’hanno vinta con un altro allenatore poco importa. L’importante è aver cambiato la storia”.

Jose Mourinho appena arrivato all’Inter

L’ex fantasista poi spiega il suo Manchester City che non ha bisogno di star nonostante i miliardi dello sceicco: “Per giocatori come Messi e Cristiano Ronaldo c’è tempo. Per ora preferisco costruire una squadra solida con giocatori giovani che maturano insieme. Boateng, Kolarov e Balotelli possono diventare giocatori importanti. Tevez? E’ un grande giocatore. Per ora gioca da solo in punta perché molti sono infortunati e così la squadra è più equilibrata. Ma non siamo ancora una squadra di Roberto Mancini che gioca con continuità, palla a terra, in velocità e in modo equilibrato tra le linee. E con carattere. In teoria, una squadra così poi vince”. Questione di tempo, appunto.

di Alessandro Grandesso, da “Sotto la Tour Eiffel“

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