Da lunedì su Fox parte “The Walking Dead”: arriva in Italia la Zombie-mania!

Arriva in Italia “The Walking Dead”
Il 1 novembre alle ore 22.45 a sole 24 ore dalla messa in onda in USA arriva su Fox (canale 110 di Sky) arriva in prima visione assoluta ‘The Walking Dead‘, la nuova serie televisiva, tratta dall’omonima serie di fumetti di Robert Kirkman, critta e diretta da Frank Darabont (Il miglio verde, Le ali della libertà, tre volte candidato all’Oscar).

‘The Walking Dead’ è una serie in 6 episodi prodotta dal network americano AMC (lo stesso di Mad Men), che la manderà in onda negli Stati Uniti, mentre i canali di Fox Channels International la trasmetteranno in 120 paesi nel mondo.

Parte del cast di “The Walking Dead”
LA STORIA. La serie si basa sulla storia di un gruppo di sopravvissuti ad un’epidemia di proporzioni apocalittiche che ha lasciato il mondo in balia degli zombie. Protagonista della serie è il poliziotto Rick Grimes (Andrew Lincoln, Love Actually, Heartbreaker) che si risveglia dal coma in un mondo molto diverso da quello in cui viveva prima dell’indicente che lo ha ridotto in fin di vita.

Catapultato nella nuova realtà dominata dai morti viventi, Rick diventerà la guida di un gruppo di superstiti che lotta alla ricerca di un posto sicuro dove nascondersi. Ma l’assedio quotidiano a cui sono sottoposti e il costante pericolo di morte non tardano a far emergere nel gruppo i peggiori istinti.

Nella battaglia per difendere la vita dei suoi famigliari e dei suoi compagni, Rick sarà costretto a rendersi conto che la paura e la disperazione dei sopravvissuti possono scatenare reazioni molto più insidiose dei morti viventi. Toccherà proprio a lui prendere in mano la situazione e affrontare le decisioni più difficili e dolorose.
La serie, così come il fumetto da cui è tratta, esplora non solo le difficoltà dell’uomo di sopravvivere ad un’apocalisse, ma soprattutto la naturale tendenza al conflitto che nasce all’interno di un gruppo nonostante la necessità di restare unito contro il “nemico” comune.
Dopo la presentazione al Comicon di San Diego, la serie ha da subito iniziato a suscitare enorme entusiasmo del pubblico, visto il seguito di appassionati del bestseller di Kirkman (pubblicato anche in Italia da Saldapress) e la zombie mania che oggi domina lo schermo cinematografico.
fonte: Rumors.it

Nba 2010/2011: Boston e Miami con LBJ a caccia dei Lakers!
NEW YORK, 26 Ottobre 2010. La stagione più attesa degli ultimi anni parte con il botto. Miami va a far visita a Boston, i campioni in carica, invece, riceveranno l’anello da David Stern prima di affrontare i Rockets.
I CAMPIONI — Si è parlato tantissimo di Miami e della sua faraonica campagna acquisti durante la offseason, i Lakers però si sentono ancora i favoriti per la conquista del titolo e i General Manager della Nba concordano. Nell’annuale sondaggio di inizio campionato ben il 63% dei GM, infatti, prevede il “threepeat” della truppa di Phil Jackson. I problemi fisici che hanno condizionato il precampionato di Kobe Bryant non sono preoccupanti, il punto interrogativo per il tecnico di L.A. sembra essere il solito e riguarda Andrew Bynum. Riuscirà il lungo di Los Angeles a esprimere finalmente tutto il suo potenziale e soprattutto a evitare lunghi infortuni?
Sulla carta i Lakers sono addirittura più solidi rispetto alla passata stagione, avendo potenziato la panchina con l’acquisizione, durante la offseason, di Steve Blake, Theo Ratliff e soprattutto di un ottimo difensore come Matt Barnes. La rinuncia a Jordan Farmar (finito in New Jersey) non dovrebbe creare problemi a un roster davvero invidiabile.

MIAMI — Nella storia della Nba mai una squadra è riuscita a far parlare così tanto di se stessa come Miami durante la offseason. Pat Riley ha realizzato un’impresa davvero impensabile. Non solo ha portato a Miami LeBron James e Chris Bosh, trattenendo Dwyane Wade, ma è anche riuscito a costruire intorno ai suoi “Big Three” una squadra, almeno sulla carta, con pochissimi punti deboli. Il roster può vantare veterani dal sicuro affidamento, come Ilgauskas, House, Magloire e Howard, giocatori pronti al sacrificio e disposti a fare il lavoro oscuro (Haslem e Anthony su tutti) e un panchinaro di lusso come Mike Miller. L’ex Wizards, sul quale lo staff tecnico di Miami contava moltissimo, però si è fratturato il pollice destro e rimarrà fuori almeno fino a gennaio.
Un brutto colpo, almeno in teoria, ma gli Heat anche in questo caso sono riusciti a cadere in piedi, trovando un accordo con il veterano Jerry Stackhouse. LeBron James in pochi mesi ha visto il suo indice di gradimento pubblico calare più velocemente di quello di Obama e, dopo il fiasco dello show televisivo nel quale ha annunciato la sua “decisione” di andare a Miami, è diventato decisamente impopolare. Gli Heat così dovranno convivere con l’etichetta di squadra antipatica per la maggior parte dei tifosi a stelle e strisce. Nessun problema, sostengono i “Big Three”, le sentenze comunque le darà soltanto il parquet. Miami parte con un solo obbiettivo, vincere il titolo o considerare la stagione un fallimento. La pressione sicuramente non manca.
DURANT — Se LeBron James diventato per molti tifosi una sorta di nemico pubblico, le azioni di Kevin Durant si sono impennate durante la offseason. Il fenomeno di Oklahoma City sembra non fare mai errori, né in campo né fuori. Con la Nazionale Usa ha dato spettacolo in Turchia, poi è tornato a Oklahoma City in punta di piedi evitando di esaltare le sue prestazioni ma mettendo sempre la squadra davanti a tutto.
Adesso negli Usa Durant è considerato uno sorta di “Anti-LeBron”. Gli applausi, scroscianti, per Durant sono arrivati anche la settimana scorsa quando il giocatore, scelto da Sports Illustrated come uomo copertina, ha voluto dividere la cover del settimanale con due suoi compagni di squadra, l’ex Biella Thabo Sefolosha e Nenad Kristic. “Mi sembrava giusto – si è limitato a dire l’idolo di Oklahoma City – di loro si parla troppo poco e meritano un po’ di pubblicità”. I Thunder non nascondono grandi ambizioni in questo campionato e lo stesso Kevin Durant può seriamente puntare al premio di Mvp.
I VOLTI NUOVI — I volti nuovi. Il rookie più atteso della stagione è senza dubbio la prima scelta assoluta di Washington John Wall. Versatile playmaker dalla velocità supersonica, l’ex fenomeno di Kentucky ha fatto capire già dalla preseason di non avere nessun timore reverenziale nei confronti delle stelle Nba e di potersi adattare in fretta al basket della Lega pro.

Scommettere sul giocatore di Washington come matricola dell’anno sembra fin troppo facile ma da Los Angeles, sponda Clippers, Blake Griffin è pronto a lanciare la sfida. La prima scelta assoluta al draft dello scorso anno, infatti, dopo aver saltato l’intera stagione a causa del celeberrimo infortunio, viene considerato a tutti gli effetti una matricola. La sua preseason è stata decisamente incoraggiante e la seconda squadra di L.A. può contare su in interessante quintetto. “Essere rimasto fermo per tutta la scorsa stagione mi ha fatto capire tante cose – sostiene Blake Griffin – adesso mi sento benissimo e non vedo l’ora di cominciare”.
Una sfida a due, quindi, per il premio di “rookie of the year” con il terzo incomodo, DeMarcus Cousins dei Kings, pronto a sfruttare gli eventuali rallentamenti della coppia di prime scelte assolute.
di Simone Sandri per Gazzetta.it del 26/10/10

Italia-Serbia. I commenti di Collovati e Dossena: quando i commentatori perdono la testa!

I giocatori della Serbia durante la partita a Genova contro l’Italia
Una modesta proposta: vorrei invitare il ministro degli Interni, il capo della Polizia e il generale dei Carabinieri a fare un pensierino su Beppe Dossena e Fulvio Collovati come esperti di guerriglia urbana. Fatte le debite proporzioni, esecrata la follia dei teppisti serbi (senza dimenticare di ringraziare la polizia serba per aver loro permesso di passare la frontiera), constatato che fra giocatori e allenatori serbi che si esibiscono in Italia il mito della Tigre Arkan non passa, la mancata telecronaca di Italia-Serbia s’inscrive a pieno titolo nella serata storta di Genova.
Ai microfoni c’erano Marco Mazzocchi (il capo spedizione), Bruno Gentili (il telecronista) e i nostri due ex calciatori, pronti a intervenire con le maniere forti. A un certo punto Collovati ha suggerito di rinchiudere in curva i serbi per tre giorni (immaginiamo senza cibo e acqua), magari trasformando Marassi nell’Estadio Nacional di Pinochet o nella Guantanamo della Lanterna. E, per non essere da meno, Dossena ha suonato la carica: «Colpiamoli!». Certo, non era facile descrivere e commentare quelle immagini, ma il quadrumvirato ha facilmente perso la trebisonda e, in una sorta di coesione ideologica, ha cominciato ad alzare i toni.
Quando Stankovic e altri giocatori sono andati davanti agli ultrà e hanno applaudito e fatto il segno delle tre dita, i quattro hanno cominciato a lasciarsi andare alla libera interpretazione: applaudono in senso ironico, no, applaudono per solidarietà, no, applaudono per calmarli, no, è il 3 a 0 a tavolino. Era sufficiente che Mazzocchi, che aveva davanti un computer, consultasse Wikipedia per evitarsi figuracce e capire la gravità del gesto degli ultranazionalisti cetnici.
Ma in quel momento bisognava fare altro: per esempio pilotare il povero bordocampista Aurelio Capaldi: «Avvicinati a…», «Guarda c’è Valentini…», «Cerca di…». Per fortuna, ristabilito l’ordine, Gentili ha potuto chiamare la pubblicità. Così sia.
Aldo Grasso per “Corriere.it” del 14/10/2010
Sconcertati per Mario Sconcerti… dopo che glissa su alcuni errori arbitrali!

Nel bar sport del dopo gara, accadono strane cose. Ti aspetteresti competenza e basso profilo, critica argomentata e ragionamento e invece, ti ritrovi in una pallida imitazione di Rugantino alternata a un’ossessione statistica inutile come un termosifone in estate. Regolamenti di conti, irrisioni gratuite, dialoghi che si trasformano in monologhi. La tribuna, meglio dire il tribunale, è quello di “Sky Calcio Show”. Un programma non proprio localistico, quasi monopolista, per il quale si abbonano (pagando) milioni di persone.
La giuliva Ilaria D’Amico, avvitata sulle glorie trascorse, non riesce più a dominare gli istinti dei suoi ospiti. Peggio di lei, Massimo Mauro e Mario Sconcerti. Il primo (ai tempi delle infatuazioni veltroniane, anche deputato dei Ds, oggi consigliere comunale del Pd a Torino), duella con l’italiano e con gli ospiti in studio. Il secondo, collezionista di incarichi dentro giornali e società di calcio, combatte settimanalmente un’ardua battaglia con l’ironia, dalla cui nuvola, esce non di rado sconfitto.
Mercoledì notte, Ilaria, Massimo e Mario, hanno sobriamente introdotto la sciagurata direzione di Russo in Brescia-Roma, preconizzando la lunga squalifica di Mexès grazie all’imparziale analisi del cronista Mangiante: “Il francese è protagonista di un fuori di testa che sicuramente non è sfuggito all’arbitro” e al dolente monosillabismo di Gigi Di Biagio, uno che tortura la dialettica come certi calci di rigore francesi del recente passato. Sconcerti intanto (microfono aperto, commento dal sen fuggito) accarezzava il dolorante Julìo Sergio, rimasto in campo nonostante l’infortunio, parodiandolo con un “piccolino” più da ultrà che da editorialista.
Immersi in tanta equidistanza, Mauro e Sconcerti hanno proseguito innalzando il livello dello scontro. Prima con Daniele Pradè, direttore sportivo della Roma, accolto da una sconnessa comparazione di Mauro: “Ho visto un giocatore in campo, Adriano, portato a Roma come se fosse il Messia (in realtà accolto come un trippone sub judice, ndr) e dopo un mese, la società ha acquistato un altro centravanti, Borriello“.
Accusa gravissima, (mai udita nei confronti di Inter e Milan), di stretta attinenza al tema della gara appena conclusa, impreziosita dal seguito: “Gli errori dell’arbitro sono assurdi però lui almeno suda (sic), i dirigenti invece, seduti e comodi, prima portano il Messia, poi un’altra punta. Come vedete, sbagliamo tutti“. Pradè prova a difendersi e Mauro glissa: “Ma per favore”.
Dopo l’immersione nel non-sense, tocca a Ranieri. Da settimane è accompagnato da un vento cattivo, già spirato in occasione di Bayern Monaco-Roma. Quando vinceva, solo elogi. L’aria è cambiata e per Sconcerti, l’occasione somiglia al teatro per regolare antichi dissapori. Stenografia di un rancore pregresso. Ranieri dà un giudizio duro sul guardalinee: “È da ricovero” e Mario il censore, lo avverte: “Stiamo tranquilli, il guardalinee da ricovero lasciamolo perdere“.

Massimo Mauro, opinionista di Sky Sport
Poi passa ai quesiti. “Non c’è mai stata negli ultimi 20 anni una Roma a questo livello. Tu Claudio pensi di avere delle responsabilità e se sì, quali?“. Ranieri risponde: “Le stesse dell’anno scorso, quando abbiamo lottato fino alla fine per lo scudetto“. Sconcerti provoca: “Non ho capito“, il tecnico ribadisce e Mario insiste: “Ma era casuale allora o è casuale oggi?“. Anche Giobbe perse la pazienza: “Visto che ti esprimi per statistiche, ti porto indietro negli anni. Anche con Spalletti, ci volle tempo per rimettersi in moto“.
A Sconcerti, si sappia, così non si risponde. Tono alterato, ieratico, due ottave sopra: “Questo lo so. Cerco di mettere dei mattoni sul terreno di una supposta verità“. Volano pugni: “Supposta è la parola giusta“, “Più di lasciarti le risposte non posso fare“, “In Italia si è sempre alla ricerca di un colpevole, nello sport esistono momenti alterni” e via così fino a tarda notte.
A Roma, il gradimento è ai minimi termini. Gruppi Facebook contro Sconcerti e telefonate di fuoco, alle numerose radio romane tra l’indignato e il minaccioso: “Stracciamo l’abbonamento a Sky“. L’emittente di Murdoch trasmette da Aosta a Caltanissetta. A Milano, forse, dovrebbero pensarci.
di Malcom Pagani per “Il Fatto Quotidiano“


Dopo le vittorie contro le prime due della classifica, Sorrento e Salernitana – e l’ottima prestazione contro il Pergocrema, migliore difesa del girone A – ecco il pareggio (1-1) raggiunto all’88’ nella storica partita al Bentegodi di Verona contro l’Hellas di Giuseppe Giannini.
A parte qualche infortunio di troppo, l’allenatore della Salernitana dimostra di “essere in fiducia” e di credere fortemente in tutta la rosa che gli è stata messa a disposizione durante l’ultimo calciomercato estivo: “Non abbiamo grossi problemi fisici, gli undici che scendono in campo sono sempre i migliori a disposizione. Nel complesso sta andando…”
Forse i favori del pronostico sono per chi gioca in casa, la squadra umbra di
Quadratura, è questo il punto…

Recriminazioni o no, la stagione è ancora nelle sue fasi iniziali e la squadra piemontese è in buona salute: “C’è solo qualche giocatore che ha dei piccoli problemini ma la condizione attuale della mia squadra è abbastanza buona. Ci manca solo quel pizzico…“