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L’Atessa Val di Sangro e la paura di non farcela

Posted by Barbapress on Aprile 14, 2011 in Calcio, Carta Stampata | ∞


di Piero Barbaro per “Professione Calcio” del 14/04/2011
p.barbaro@professionecalcio.net

Un punto per “tirarsi fuori e non restare intrappolati” nelle zone basse della classifica. Questo è il pensiero di mister Giandonato, allenatore dell’Atessa Val di Sangro, dopo il pareggio interno per 1-1 contro il Jesina nel girone “F” di Serie D.

“E’ un momento determinante, è il momento cruciale della stagione. Ora mancano tre gare e poi alla fine tireremo… [..]

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Serie D. La ripresa della Sestese: con mister Scardigli, il terzo allenatore stagionale, ritrova le vittorie in campionato!

Posted by Barbapress on Aprile 13, 2011 in Calcio, Carta Stampata | ∞


di Piero Barbaro per “Professione Calcio” del 14/04/2011
p.barbaro@professionecalcio.net

Sono tutte finali. Si dice sempre così nella parte finale di un campionato dove ogni partita fa storia a sé, e dove certe volte i valori tecnici si annullano in campo. Vale come oro, quindi, la vittoria esterna della Sestese di mister Scardigli contro Città di Castello, distanziata in classifica di ben diciassette punti.

Nel girone “E” di Serie D, un altro passo avanti per la squadra toscana invischiata nelle parti basse della classifica dopo una stagione che ha visto il cambio della guida tecnica per ben tre volte. Mister Scardigli è infatti il terzo allenatore della stagione, ma lui alla Sestese c’è già da sei anni; quest’anno il salto dai juniores nazionali alla prima squadra per cercare di salvare la baracca: “I problemi di quest’anno sono nati soprattutto…

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Ciao Philippe! Mexes giocherà con il Milan dal 1° luglio

Posted by Barbapress on Aprile 8, 2011 in Calcio | ∞

Philippe Mexes

La prima volta che Philippe Mexes sentì parlare di Roma fu nell’estate del 2003. Aveva appena 21 anni, era un ragazzino di belle speranze che giocava nell’Auxerre con addosso gli occhi di mezza Europa. Sognava, allora come oggi, di diventare il nuovo Blanc della nazionale francese, di cui voleva diventare pilastro avendo ancora negli occhi la vittoria del Mondiale ’98 e di Euro 2000.

Franco Baldini lo aveva visionato più volte, lui aveva dato il suo ok al trasferimento in giallorosso fin da subito, ma per 12 mesi si preferì farlo maturare ancora in Francia. A Roma aveva un compito non facile: sostituire Walter Samuel, passato al Real Madrid, e far coppia con Christian Chivu cercando di non far rimpiangere uno dei protagonisti del terzo scudetto. Una bella responsabilità che Mexes però, diventato padre giovanissimo, si disse pronto ad assumere.

Arrivò a Roma nell’estate 2004, la leggenda racconta di un pranzo a Trigoria con Capello in cui i bicchieri servirono, oltre che per bere, anche per spiegare al francese quale sarebbe stato il suo ruolo in campo. Neanche il tempo di prendere il caffè, che l’attuale ct dell’Inghilterra stava già pianificando il suo viaggio direzione Torino. Dove avrebbe fatto carte false per portare anche Mexes il quale, se c’è una squadra che in Italia ha sempre detestato (sportivamente parlando) è proprio la Juventus. Per uno scherzo del destino, l’ultima che poi, sette anni dopo, affronterà da romanista. Facendosi male sotto la Curva Sud, un altro dei motivi che, allora, lo spinsero ad accettare la proposta romanista.

Con Baldini il feeling è ma lavorano insieme solo pochi mesi: il manager lascia Roma, Philippe no, nonostante il primo anno giallorosso è tutto tranne che esaltante.

A partire dalle scorie lasciate dal suo trasferimento: l’Auxerre accusa infatti il suo ormai ex giocatore di aver firmato per la Roma quando ancora era sotto contratto, chiedendo perciò un risarcimento. La vicenda si trascina avanti per lungo tempo e viene esaminata anche dalla Fifa che, inizialmente, decide di infliggere a Mexes sei turni di squalifica.

Il Tribunale arbitrale sportivo accetta però una richiesta di effetto sospensivo della squalifica, e permette al ragazzo di ritornare sul campo nel settembre 2004. L’anno successivo la situazione torna in mano alla Fifa, che fissa in 8 milioni di euro l’ammontare dell’indennizzo che la Roma deve versare all’Auxerre, ed inoltre blocca ben due finestre di mercato alla società giallorossa, che perciò non può acquistare giocatori né nell’estate 2005 né nel gennaio 2006. La stagione vede arrivare la Roma ottava a fine campionato.

All’inizio dell’anno seguente la Roma ingaggia Spalletti. Il difensore francese parte come riserva, poi diventa titolare a dicembre 2005 dopo la partenza di Samuel Kuffour per andare a giocare la Coppa d’Africa con la sua nazionale. Da quel momento il posto non glielo toglie nessuno per quattro anni. Diventa l’idolo dei tifosi, i suoi balletti in occasione del record delle 11 vittorie resteranno nella storia, così come le “pizze” in testa ai compagni e quelle offerte al ristorante. Da ricordare, anche quella volta che zittì da solo la Nord col dito davanti la bocca.

A maggio nel 2007 conquista il primo trofeo con la Roma, la Coppa Italia, dicendo negli spogliatoi di San Siro: «Con questa squadra voglio vincere tutto». Non ci riuscirà. Ed è questo il suo più grande rimpianto. In bacheca metterà un’altra Coppa Italia e una Supercoppa, non lo scudetto, sfuggitogli per ben due volte.

E’ stato campione d’Italia per un’ora, Mexes: mezzora a Catania, quasi lo stesso a Verona un anno fa, dopo un campionato vissuto più da tifoso che da protagonista, visto che Ranieri gli ha preferito quasi sempre Burdisso.

Le sue lacrime la notte di Roma-Sampdoria resteranno per sempre la fotografia della stagione 2009-2010. Lascia la Roma (salvo miracoli) con tanto amore dato e ricevuto, 15 gol all’attivo tra campionato e coppe, e anche 11 espulsioni (7 in campionato, 3 in Champions League, 1 in Coppa Italia), segno di un carattere troppo spesso irascibile. «Lunedì piangeva», ha confessato ieri il professor Mariani che l’ha operato. Per il dolore al ginocchio, certo. Ma anche per qualcos’altro.

Mexès si rompe il crociato contro la Juventus: sarà la sua ultima partita in giallorosso

Il professionista ha scelto di andare al Milan per provare a vincere (soprattutto la Champions) l’uomo però lascia a Roma, e nella Roma, un pezzo di cuore. Avrebbe voluto salutare tutti in maniera diversa. Per questo spera – adesso più che mai – che la Roma possa vincere la Coppa Italia. Lasciare l’Olimpico con un trofeo in mano sarebbe la giusta conclusione di questi sette anni.

da “Il Romanista” del 6/4/2011

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ESCLUSIVA: Serie D. Torna a parlare mister Campolo dopo l’esonero con il suo Messina

Posted by Barbapress on Aprile 3, 2011 in Calcio, Carta Stampata | ∞

“Rilascio interviste purché non si parli dell’argomento Messina, della gentucola che in questi giorni si sta permettendo di scalfire la mia immagine. Non posso parlare di una cosa che con il calcio non c’entra nulla. Non mi va di parlare per il rispetto che ho di una città intera, una città che sa bene quanto “Il Capitano” ami il Messina. Io che sono amato forse più in Sicilia che a Reggio Calabria, la città dove sono nato”.

E’ tornato così a parlare del suo esonero Sergio Campolo, ormai ex allenatore del Messina, anticipando così i temi della conferenza stampa che nella settimana che verrà punterà a mettere tutti i punti sulle “i”. Campolo aveva anche guidato, da giocatore, la squadra giallorossa dal 2001 al 2004 tra la C1 e la B; non sono bastati i 20 punti (5 vittorie e 5 pareggi) maturati nelle 13 gare alla guida del Messina. A gennaio, infatti, quando patron Martorano aveva strappato l’Acr Messina ai vecchi proprietari, mister Campolo era al settimo cielo perché poteva concretizzare il suo “sogno”. Il pareggio contro la Rossanese, invece, è stata l’ultima gara del mister calabrese sulla panchina siciliana.

Come ripartire ora, cosa si fa ora la domenica? “Oggi sono andato a vedere un giocatore di cui mi hanno parlato molto bene. Sicuramente rimarrò molto attaccato al campo anche perché penso che il lavoro sul campo sia la cosa che mi riesce meglio nella vita. Cercherò di puntare a fare di più, lavorando sempre sui valori in cui credo moltissimo. La passione, la vita da spogliatoio, dare un’occhiata al settore giovanile: questo è tutto quello che mi porta ogni giorno in un campo di calcio. E poi questo è solo il quarto anno che alleno quindi dovrò sicuramente girare molti campi, perché devo portare avanti quello che è il mio percorso professionale”.

La vita da allenatore che è tutt’altra cosa rispetto a quella di qualche anno fa quando mister Campolo stava sull’altra sponda, era uno degli undici che andava in campo: “Uno se ne rende conto solo vivendole le cose. Sono sempre stato un professionista serio che portava avanti una vita da calciatore vero. Da allenatore invece hai sulla coscienza tutti i ragazzi della squadra, devi stare attento a tutti i loro pregi e difetti. Insomma, aumentano i doveri, bisogna essere bravi nella “gestione del gruppo”, quella che ti viene insegnata nel corso di Coverciano, crescono lo stress e… poi ti cadono anche i capelli per tutto quello che devi fare tra i tanti impegni dentro e fuori dal campo. Ai giocatori dico sempre di continuare a giocare quanto più possibile e soprattutto di pensarci bene prima di intraprendere la carriera da allenatore”.

La ferita dell’esonero è freschissima ed è quasi impossibile non tornare sull’argomento Messina: “Sono molto deluso dal calcio di oggi, nella mia carriera ho rinunciato a contratti importanti con il Catanzaro, con il presidente Gaucci, ho rescisso degli impegni importanti. Quello che è successo a Messina mi lascia un’amarezza incredibile. Forse non ho alzato la voce quando dovevo farlo realmente, questa è l’unica accusa che mi sento di fare a me stesso”. Comunque la carriera di Campolo continua senza passi indietro: “Ho già parlato con qualche mio amico che si è fatto sentire in questi giorni. Continuerò ad aggiornarmi perché come dicevo prima devo migliorare in tante cose”.

Un piccolo sogno che adesso si chiama Reggina: “A chi non piacerebbe allenare la squadra della città in cui sei nato. Ho fatto tutto il settore giovanile con la squadra amaranto, poi sono stato venduto alla Fiorentina. Purtroppo qui in Calabria non succede come, per esempio, succede a Roma in cui i giocatori locali vengono esaltati qualche volta anche più dei giusti meriti. Insomma, qui a Reggio siamo un po’ più “ignoranti” in questo, qui “nessuno è profeta in patria”.

LEGGI L’ARTICOLO SU “PROFESSIONE CALCIO” DEL 7/3/2011 [SCARICA PDF ARTICOLO FREE]

RASSEGNA STAMPA: LEGGI ARTICOLO SU “MESSINA SPORTIVA“

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Serie D. Nel girone H sara’ lotta a 2! Melchionna (Gaeta): “E’ ancora tutto aperto!”

Posted by Barbapress on Marzo 31, 2011 in Calcio, Carta Stampata | ∞


di Piero Barbaro per “Professione Calcio” del 31/03/2011
p.barbaro@professionecalcio.net

Sarà definitivamente una lotta a due quella che regalerà la vittoria del campionato nel girone H. L’Arzanese, anche se con poche conclusioni in porta, passa in casa del Nardò estromettendola dal sogno della vittoria finale.

Ad inseguire la squadra di mister Tomaino rimane solo il Gaeta di Melchionna che pareggia in casa del Boville Ernica e rimane staccato di quattro punti dalla testa della classifica. Il mister del Gaeta è convinto che niente sia deciso ancora: “E’ ancora tutto aperto, se pensiamo che fino ad oggi anche il Nardò era ancora in corsa…“

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Lampugnani (A.C. Castellana): “Possiamo battere chiunque”

Posted by Barbapress on Marzo 30, 2011 in Calcio, Carta Stampata | ∞


di Piero Barbaro per “Professione Calcio” del 31/03/2011
p.barbaro@professionecalcio.net

Alla ricerca della salvezza non potevano che fare del bene i tre punti conquistati dal Castellana sul campo del Cantù San Paolo nel girone B. Una vittoria per 2-0 per la squadra di Castel Goffredo, guidata in difesa da Nicola Lampugnani, che capita proprio nella giornata in cui le ultime tre perdono tutte. Per “Lampu” però la strada è ancora lunga: “Siamo consapevoli che la stagione è stata e continua ad essere difficile; sappiamo anche che…“

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Tornano le nazionali, tornano gli scontri tra tifosi. Tutti contro tutti in Lituania-Polonia!

Posted by Barbapress on Marzo 28, 2011 in Calcio, Cronaca | ∞

Nove feriti e più di 60 persone arrestate. E’ questo il bilancio degli incidenti avvenuti a margine della partita amichevole di ieri sera a Kaunas, tra la Lituania padrone di casa e la Polonia, vinta dalla prima per 2-0. Gli incidenti sono scoppiati tra tifosi polacchi e forze dell’ordine lituane.

Un portavoce della federcalcio polacca ha parlato di ‘comportamento inaccettabile’ dei tifosi che hanno seguito la nazionale in trasferta e che hanno causato gli scontri con le forze dell’ordine. Comincia a serpeggiare una certa preoccupazione in vista dei campionati europei del 2012, la cui organizzazione è stata affidata congiuntamente a Polonia e Ucraina.

di Antonio D’Avanzo per calcioblog.it

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Serie D. “Pronti a vincere”: parola di Franco Fabiano, mister della sorprendente Arzanese!

Posted by Barbapress on Marzo 24, 2011 in Calcio, Carta Stampata | ∞


di Piero Barbaro per “Professione Calcio” del 24/03/2011
p.barbaro@professionecalcio.net

Un altro pareggio per l’Arzanese di mister Franco Fabiano nel girone H. “La classifica dell’Angri non rispecchia il vero valore della squadra” aveva detto il mister prima della partita casalinga finita sul 2-2.

Nella stagione del ritorno in Serie D, che sta andando oltre le più rosee aspettative, non è certo questo il momento per prendersi delle rivincite contro tutti quelli che a settembre non credevano a questa squadra. “Gli scettici si ricrederanno” diceva l’allenatore qualche giorno prima della partenza del torneo: “Il passato ora non ci interessa. Ho detto sempre questo… [..]

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Serie D. Tomaino (Cantù San Paolo): “Ad un passo dalla salvezza nel momento peggiore della stagione!”

Posted by Barbapress on Marzo 16, 2011 in Calcio, Carta Stampata | ∞


di Piero Barbaro per “Professione Calcio” del 17/03/2011
p.barbaro@professionecalcio.net

Per la salvezza bastano 4 punti nelle restanti 9 giornate. Non un’impresa impossibile ma dopo 3 sconfitte consecutive tra le fila del Cantù San Paolo il fattore mentale può giocare brutti scherzi e ora il primo pensiero è muovere la classifica, il prima possibile.

E sarebbe un peccato visto l’ottimo andamento della stagione della squadra guidata da uno dei giocatori con più esperienza, Fabio Tomaino: “E’ il momento peggiore della stagione. All’inizio del girone di ritorno abbiamo vinto delle partite in cui forse non meritavamo i 3 punti, a Legnano e contro l’Olginatese, e adesso stiamo pagando…“

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