Posted by Barbapress on Giugno 9, 2016 in Calcio | ∞
Miralem Pjanic con la maglia della Roma
“Pjanic, numeri da top player”. È così che titola uno dei tanti siti specializzati del cosiddetto ambiente romano intorno alla AS Roma. “Più gol di Falcao, rendimento top in Italia più di Pogba“. Peccato che sia “day after” del raggiungimento dell’accordo tra il bosniaco e la Juve (poi segnalato a Di Marzio che mette in circolo la notizia).
Miralem Pjanic all’Open Day 2014/2015
Dopo 5 anni di gestione Usa, Pjanic è l’ultimo giocatore importante che lascia i giallorossi: 30 milioni alla Roma, più o meno che siano, qualcun altro al giocatore e la Juve che sembra essere già imbattibile per la prossima stagione (siamo al 9 giugno!).
Per me che scrivo Pjanic aveva ormai dato tutto alla Roma, limiti tecnici compresi. Non saranno certamente 5 mesi di ottima continuità nell’ultima stagione a farmi cambiare idea su di lui: ok le punizioni (mai segnate così tante come quest’anno) ma sono stati troppi i momenti dove Pjanic doveva prendere per mano una squadra che aveva smarrito la propria identità (non certo per colpa sua).
Miralem Pjanic dopo un gol con la Roma
Detta così potrebbe sembrare il classico “parli e sentenzi quando ormai è troppo tardi” ma purtroppo c’è un fatto con cui fare i conti: la AS Roma ancora non è una grande società. Senza fare nomi altisonanti, la squadra di Pallotta non è l’Atletico Madrid o il Villareal, non è il Borussia Dortmund o Bayer Leverkusen, non è l’Arsenal o il Tottenham. È di conseguenza Pjanic per la Roma è come era Ciccio Cozza per la Reggina, Verratti nel Pescara, Bonaventura nell’Atalanta, Lodi per il Catania…
Quindi una cessione che inevitabilmente è sanguinosa, ma siamo sempre al 9 giugno. Un brusco ridimensionamento anche nelle idee dei tifosi giallorossi che dopo 5 anni di gestione statunitense si sarebbero aspettati qualche trofeo oltre a degli ottimi risultati (record di punti nella storia della società nel 1º anno di Garcia) e piazzamenti in classifica.
Non scrivo nulla sulla cessione alla Juventus. Ca va sans dire.
Posted by Barbapress on Gennaio 12, 2016 in Calcio | ∞
Luciano Spalletti nella sua prima esperienza a Roma
E niente, ce l’hanno fatta anche stavolta: non andava bene Luis Enrique, non andava bene Zeman… chissà se lo “Spalletti bis” vorrà fargli tornare la voglia di essere dei giocatori seri e professionisti… con buona pace di #CapitanFuturoQuale(?)…
… non sono mai stato per le “minestre riscaldate”, tantomeno quelle orgogliose e permalose come quelle di Spalletti… ma ormai questi signori mi stavano facendo passare pure la voglia di guardarmi una loro partita, quindi qualsiasi tipo di scossa mi sarebbe andata bene.
Rudy Garcia, per lui record di punti nella stagione 2013/2014: 85!
Grazie a Rudy Garcia, l’allenatore con cui abbiamo fatto 85 punti in un campionato, in cui in ben 26 partite su 38 abbiamo preso a schiaffi tutti!
Posted by Barbapress on Gennaio 9, 2016 in Televisione | ∞
Sergio Castellitto alias Giovanni Mari
Altro che i bravissimi The Jackal, questo è davvero “L’effetto di In Treatment sulla gente”.
Ho finito di vedere stasera la seconda serie diretta da Saverio Costanzo con uno stellare Sergio Castellitto e i momenti di riflessione sono tanti… tanti quanti le pause che a volte bisogna prendersi mentre lo vedi perché i pensieri ti avvolgono e non ce la fanno ad andare di pari passo con le storie di Irene, Elisa, del piccolo Mattia, di Sara, di Dario o di Alice.
Il cast di “In Treatment 2”
La prima serie l’avevo vista “in compagnia”, la seconda da solo. Fatto salvo questa premessa (forse uno psicoterapeuta mi chiederebbe mille cose, intanto, su questo) si rafforza sempre più l’idea dentro di me che tutti ci meriteremmo “qualche volta” un bravo Giovanni Mari per vivere meglio momenti della nostra, positivi o negativi che siano.
Kasia Smutniak, Adriano Giannini, Greta Scarano, Maya Sansa (con il quale oggi ho fatto una foto nella mia trasmissione, yuppie!), Guido Caprino, Michele Placido e tutti gli altri ti fanno vivere in alcune storie in cui (parzialmente) ti ritrovi, in cui (parzialmente) ci sono i tuoi amici più cari, in cui fortunatamente non ti sei mai ritrovato.
Maya Sansa ed io prima della sua intervista a “La Vita in Diretta”
E’ inevitabile però guardarsi dentro e fare proprie alcune (quelle di comodo) esperienze e consigli del prof. Mari. Ma “forse” (e quante volte lo dice “forse” lui nel suo intercalare), personalmente, sono state troppe le volte in cui la voglia di volere bene alle persone mi ha fatto calare in questo stato di “auto-psicoterapia” in cui la frase che alcune volte dice Castellitto “non mi devi chiedere scusa” è stata ripetuta troppe volte. Nessun rimpianto, nessun rimorso, anzi GRAZIE…
… tutto questo per dire anche un semplice “grazie” a Hagai Levi, cioè a colui che si è inventato “Be Tipul” ovvero la serie tv originale israeliana dal quale è nato “In Treatment”.
Posted by Barbapress on Novembre 18, 2015 in Rugby | ∞
Jonah Lomu era affetto da una rara forma di nefrite. RIP
di Giorgio Sbrocco
18 novembre 2015 – Pochi sono gli sport che, come il rugby, si alimentano e devono una parte considerevole del loro fascino alle leggende. E, di leggende, la palla ovale molte ne annovera e gelosamente custodisce in decine di Hall of fame [..]
Jonah Lomu aveva lasciato il rugby vero, quello dei grandi, dopo il Mondiale del 1995 perso dai suoi (avvelenati?) All Blacks in Sud Africa contro gli Springbocks di Nelson Mandela. Seguì il trapianto e il faticoso tentativo di tornare quello di un tempo. Fallito e contrassegnato da poco onorevoli avventura anche europee (Galles per far vendere abbonamenti, e Francia fra i dilettanti con strascichi poco commendevoli di cause civili e di mancati pagamenti).
Posted by Barbapress on Settembre 10, 2015 in Attualità | ∞
Asamoah è in fuorigioco… ma chi l’ha visto?
“Con la Juventus tra il dubbio e il rigore è sempre rigore“
(Francesco Totti, 5 ottobre 2014)
Classifica:
Juventus 4 (-2);
Roma 3 (-6);
Fiorentina 2 (-2);
Inter 2;
Milan 0 (-1);
Napoli 0 (-1);
legenda: favori ricevuti, (torti subiti)
Questa classifica nasce per tutti quelli che pensano che gli errori arbitrali “alla fine dell’anno si compensano“, per tutti quelli che pensano che lo stesso intervento venga valutato nella stessa maniera quando scende in campo questa o quella squadra. Le cose non vanno così e al massimo quello che si compenserà sarà il saldo tra la prima e la seconda di questa particolare classifica.
Viste le molte discussioni nate durante l’anno, ricordo che questa classifica (non imparziale, ma parziale perché redatta dal mio punto di vista!) prende in considerazione solo eventi chiari e indifendibili che succedono nel rettangolo di gioco (ndr,come quello nella foto qui in alto). Dove ci sia un (mio) dubbio, dove una situazione (a me) non chiara, il contatore non partirà e tutto rimarrà così com’è.
P.S. Sono prese in considerazione solo le squadre che lottano per qualcosa nelle posizioni più alte della classifica.
Il riferimento alla Rhodesia è palese. Infatti la Rhodesia è lo Stato africano divenuto tristemente celebre per essere stato a lungo uno degli alfieri della segregazione razziale. In questo sito tutte le foto in cui Dylan esprimeva il suo pensiero: “I negri sono stupidi e violenti… La segregazione non è una cattiva cosa è una misura difensiva”
Dylann mentre brucia la bandiera americana
Dylann e la bandiera confederata che sventolava un po’ ovunque
Posted by Barbapress on Aprile 25, 2015 in Calcio | ∞
Graziano Pellè arrivato all’ 11° gol in Premier League
Due gol di Graziano Pellè nel 2-2 casalingo contro il Tottenham non permette ai Saints di scavalcarli e raggiungere il 5° posto. 11 gol per l’italiano che è così il settimo giocatore azzurro e raggiungere la doppia cifra. Prestigiosi i suoi predecessori.
Eccoli tutti:
Fabrizio Ravanelli, stagione 1996/1997, 16 gol con il Middlesbrough
Gianluca Vialli con il Chelsea; 1997/1998, 11 gol
Paolo Di Canio nello Sheffield Wednesday (1997/98) e West Ham (1999/2000): rispettivamente 12 e 16 gol
Francesco Baiano al Derby County; 1997/98, 12 gol
Gianfranco Zola per due volte nel Chelsea (1998/99 e 2002/03): 13 e 14 gol
Mario Balotelli al Manchester City (2011/12) con 13 gol
Sette anni, cinque processi e oltre dieci ore di Camera di Consiglio, la Cassazione ha annullato la condanna di Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l’omicidio di Meredith Kercher, il 1° novembre 2007 a Perugia.
Cancellate le pene di 28 anni e mezzo (per lei) e 25 anni (per lui) stabilite dalla Corte d’assise d’appello di Firenze a gennaio 2014.
L’unico colpevole resta Rudy Guede, che all’epoca scelse il rito abbreviato e sta scontando i 16 anni di carcere che gli erano stati inflitti. Assolti.
Ecco le tante facce di una storia che ieri sembra sia arrivata al termine:
Amanda Knox, la “Angel Face” di Seattle! Oltre alla condanna per calunnia per aver tentato di incolpare Patrick Lumumba, per lei 4 anni di carcere… poi il ritorno negli USA
Raffaele Sollecito, ieri all’uscita dalla Cassazione a Roma. Anche per lui, in totale, 4 anni di carcere. Ora l’incubo è finito
Rudy Guede, l’unico colpevole del delitto Kercher. Scelse il rito abbreviato, accusato di concorso in omicidio. Ma con chi?
Patrick Lumumba, il proprietario del locale dove lavorava Amanda e inizialmente accusato dall’americana. Per lui 14 giorni di carcere e un risarcimento di 8000 euro dopo il proscioglimento di qualsiasi accusa
Airline Kercher, la mamma della povera Meredith. “Una strana sentenza” ha commentato ieri.
Giulia Bongiorno, l’avvocato di Raffaele Sollecito. Ieri la telefonata al suo assistito dopo la Camera di Consiglio in Cassazione. Ieri il suo “capolavoro”: “Sollecito è un puro, è come FORREST GUMP”
Hayden Panettiere, l’attrice che interpretava Amanda Knox in “Amanda Knox: Murder on Trial in Italy”
Barbie Latza Nadeau, la giornalista americana che ha seguito fin dall’inizio il delitto di Perugia. Colpevolista, tanto da scrivere un libro intitolato “La vera storia della studente killer Amanda Knox”
Ecco l’articolo della Nadeau post-sentenza sul “The Daily Beast”: LEGGI QUI
Le reazioni dei followers della Nadeau dopo la Cassazione, un tweet su tutti:
@BLNadeau isn’t it time you swallow your pride and admit that you backed the wrong horse for 7 years, Barbie?