Posted by Barbapress on Dicembre 6, 2018 in Calcio | ∞
Roma-Inter 2-2: difficile commentare una partita che è stata profondamente segnata da un mancata concessione di un rigore per la squadra giallorossa e un contatto Perisic-Zaniolo da cui poi è scaturito lo 0-1 di Keita. La Roma di Di Francesco ha giocato con il “cuore”, recuperando 2 volte il risultato, contro una squadra molto più formata, più sicura delle proprie certezze, più strutturata fisicamente, con più opzioni anche in panchina.
D’Ambrosio su Zaniolo, niente VAR
Dopo la discesa in campo nel post partita perfino di Francesco Totti, tutti si sono “scusati”, tutti hanno parlato di un errore inconcepibile: l’errore rimane.
Kolarov su rigore per il 2-2
Una grande prestazione di Nicolò Zaniolo contro l’Inter è riuscita ad oscurare (oltre alle mancate decisioni di arbitro e VAR) gli altri problemi della squadra.
In un ambiente complicato come quello romano addirittura ora ci si pone un altro e nuovo problema: Zaniolo, Lorenzo Pellegrini e Pastore… chi sarà ora il trequartista di questa Roma? La ricaduta dell’infortunio di Pellegrini per il momento placa questa discussione e questo “non-problema”. Ora c’è il Cagliari! Forza la Roma!
Posted by Barbapress on Novembre 30, 2018 in Calcio | ∞
Un passo avanti e due indietro, un passo avanti e due indietro. E così ci ritroviamo dopo la sconfitta di Udine e in Champions League contro il Real Madrid a ridire sempre le stesse cose: poca voglia di vincere, di combattere, poca determinazione, poco tutto insomma.
Pellegrini contro Samir in Udinese-Roma
E sono sempre le stesse cose quelle che si sentono nelle analisi post-partita di Di Francesco: partite DOMINATE, 20 calci d’angolo, 15-20 tiri in porta a partita, percentuali record alla voce “possesso palla”.
Eusebio Di Francesco rischia il posto?
Ma è possibile che il nostro mister non abbia capito che forse è proprio una strategia avversaria quella di lasciarci giocare e chiudersi dietro? (ma secondo me Di Francesco l’ha capito!)
E ora Roma-Inter domenica sera, squadra ridotta all’osso: in panchina avremo 2 centrali di difesa, 2 terzini e forse un attaccante (Under) nel caso Florenzi venga avanzato con Santon alle sue spalle. Per vincere contro l’Inter serve però SOLO una bella dose di ROMANISMO. Forza la Roma!
Ma soprattutto per me, dallo stadio questa volta, è stato utile vedere tutte quelle piccole cose che dalla tv non si percepiscono minimamente:
Nei momenti di difficoltà Olsen era usato come playmaker, mentre i giocatori non si aiutavano e sostenevano minimamente dopo ogni errore
Nzonzi le tocca tutte, 1 max 2 tocchi… e se non le tocca ti fa andare dove decide lui
El Shaarawy gioca sempre… per tutto quello che non si vede negli highlights
Juan Jesus non ha più la pancia e Manolas finalmente è un leader difensivo (con tutte le sue carenze mentali)
Roma è una città troppo generosa: uscita tra gli applausi per Schick che prima del gol era da 4 in pagella
Schick dopo il gol del 2-0 contro la Samp
Ora una meritata pausa dove, attenzione (!), ora in molti proveranno a tornare sul carro dei vincitori. Si leggono “strane” cose sull’operato di Monchi: ora molti giocatori sembrano convincere l’intero Ambiente… ma chissà quanto dureranno queste belle parole…
La Roma di Firenze ha deluso, o meglio, non ha convinto. Stavolta non per demeriti completamente imputabili alla squadra giallorossa anche se ci ha messo circa 20 – 25 minuti per riprendersi psicologicamente dal torto subito (troppi!).
Florenzi dopo l’1-1 a Firenze
Poi grazie alla rabbia e alla “tigna” siamo riusciti almeno a portarci via almeno un punto dal Franchi di Firenze.
In Champions contro il CSKA invece abbiamo vinto la terza partita consecutiva, è la seconda volta nella nostra storia (non succede così spesso), ma solo 3-4 giocatori hanno davvero convinto. Manolas, Nzonzi, Pellegrini e Kluivert sono stati gli unici che hanno dimostrato di “volersi mangiare” il campo.
Kluivert, uno dei migliori nella trasferta di Mosca
Cosa significa? Correre “leggeri”, arrivare prima sui palloni, interventi sempre puliti, voglia di lottare, voglia di dare spallate, insomma… di CORRERE!
Ora la Samp in casa alle 15 di domenica. Sarà forse l’occasione di rivedere Shick dal primo minuto?
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IL VIDEO DELLA SETTIMANA PRECEDENTE: POST NAPOLI – ROMA
IL VIDEO DELLA SETTIMANA SUCCESSIVA: POST ROMA – SAMP
Posted by Barbapress on Novembre 7, 2018 in Calcio | ∞
Thorgan Hazard con la maglia del Borussia ‘Gladbach
Thorgan Hazard prossimo obiettivo della Roma?
All’immediata vigilia della partita della Roma a Mosca in Champions League, mentre Eusebio Di Francesco non riesce più a nascondere gli “alti e bassi” della squadra capitolina , il direttore sportivo Monchi pensa già alla finestra di Calciomercato invernale. Una sessione che dovrà necessariamente apportare qualche correttivo alla sessione estiva di trasferimenti che ha provocato più di qualche critica.
Thorgan Hazard, fratello minore del campione Eden del Chelsea
Quella mancanza della giusta precisione e incisività in attacco sta facendo pensare al ds Monchi ad un altro attaccante esterno. Un obiettivo non più segreto sembra essere Hazard, attenzione – il fratello minore di Eden, Thorgan Hazard.
Già nelle mire del ds ex Siviglia, il classe ’93 belga da tempo piaceva a Monchi ma non lo convinceva appieno per via della sua scarsa vena realizzativa. Gol che invece non sono tardati ad arrivare in questo inizio di campionato: il giocatore belga su 12 partite in Bundesliga con il ‘Gladbach ha realizzato già 10 gol e ha fornito 4 assist per i suoi compagni di squadra.
Posted by Barbapress on Novembre 6, 2018 in Calcio | ∞
Matic nell’ultima partita in Premier senza il “Remembrance Poppy”
Avete presente quel “papavero rosso” sulle maglie dei giocatori della Premier League durante tutto il mese di novembre? È il “Remembrance Poppy”, quel fiore rosso simbolo del ricordo della fine della Prima Guerra Mondiale e delle altre guerre.
Quel logo va dal 2012, nel mese di novembre, perché l’11 in Gran Bretagna si celebra il “giorno del ricordo”, anniversario (quest’anno il centesimo) dall’Armistizio di Compiègne.
IL CASO NEMANJA MATIC
Nemanja Matic contro il Bournemouth
Beh, Nemanja Matic non lo vuole perchè gli ricorda le bombe in Serbia del 1992. Il centrocampista dello United, nell’ultima uscita contro il Bournemouth, non l’ha voluto appuntarlo sul proprio petto.
Il centrocampista serbo lo ha spiegato sul suo account instagram: “Comprendo perfettamente il motivo per cui tutti indossino i ‘Remembrance Poppy’ , rispetto il diritto di ognuno e ho totale compassione per coloro che hanno perso i loro cari a causa dei conflitti.
Ma per me, in ogni caso, è soltanto il ricordo di un attacco subito quando ero un dodicenne spaventato che viveva a Vrelo, mentre la mia terra veniva devastata dai bombardamenti in Serbia del 1999.”
Un post condiviso da Nemanja Matic (@nemanjamatic) in data:
“In precedenza l’avevo indossato, è vero, ma dopo una riflessione personale credo che non sia giusto che io indossi il papavero sulla mia maglia. Non voglio sminuire questo simbolo ne offendere la Gran Bretagna: è solo una scelta personale. Spero che tutti possano capire le mie ragioni e che io possa ora concentrarmi sulla squadra per le prossime partite”.
Lui, nato a Derry nell’Irlanda del Nord nella tenuta di Creggan dove vivevano sei dei 28 civili disarmati colpiti dai soldati britannici nella Bloody Sunday del 30 gennaio 1972. Quattordici i morti quel giorno, quando il 1º Battaglione del Reggimento Paracadutisti dell’esercito britannico aprì il fuoco contro una folla di manifestanti per i diritti civili.
Gli U2 ne hanno una meravigliosa canzone, McClean invece protestò in un altro modo: “So che la mia decisione continuerà a creare polemica ma chiedo rispetto così come io sono rispettoso delle persone che scelgono di indossarlo”.
Il motivo? “A causa della mia storia non posso proprio indossare qualcosa che rappresenti la Gran Bretagna”.
4 novembre 2017: James McClean rifiuta il “Remembrance Poppy”
Posted by Barbapress on Novembre 2, 2018 in Calcio | ∞
Napoli – Roma, cosa dire dopo la trasferta dei giallorossi al San Paolo? La cosa più curiosa, a distanza di giorni, è stata il come noi tifosi abbiamo “digerito” il pareggio e il gol di Mertens al 90′ che ha fissato il pareggio sull’ 1-1.
El Shaarawy porta in vantaggio la Roma al San Paolo
C’è chi dice che la Roma abbia fatto una grande partita difensiva, ordinata, pronta a ripartire (fino a quando c’è riuscita fisicamente). C’è chi invece controbatte dicendo che dovevamo giocarci la partita a “viso aperto”, da grande squadra, anche a costo di prenderne 3.
Ancelotti, grande partenza per il Napoli post Sarri
Come al solito, in questo ambiente avvelenato, le migliori parole sulla Roma arrivano da fuori: è Ancelotti a parlare a fine partita di una Roma di valore, una Roma che ha costretto il Napoli a giocare sulle fasce e non al centro come loro preferiscono, una Roma limitata e chiusa nel gioco come volevano loro.
Guardandosi gli highlights a mente fredda poi rivedi quel salvataggio sulla linea su Dzeko nel primo tempo, quel rigore “dubbio” (si può dire dubbio almeno quanto quello di Roma – Spal?) sull’attaccante bosniaco, il gol di Mertens su “assist” svirgolato di Callejon, e il rammarico è davvero tanto.
Il giallo a Dzeko dopo una non-simulazione
La verità è che il valore di questo pareggio lo capiremo solo sabato prossimo alle 20, subito dopo Fiorentina – Roma.
Sabato sera capiremo se la Roma abbia ripreso consapevolezza della sua forza e delle sue qualità che possono solo crescere dopo questa ennesima e quasi obbligatoria sbandata per rimettere tutti i giocatori, nuovi e vecchi, sulla giusta strada.
Posted by Barbapress on Ottobre 27, 2018 in Calcio | ∞
Ok con il CSKA Mosca, ma con la SPAL? Ma si può finire la partita con una difesa a 3 con Florenzi e Marcano, 1 mediano, 2 mezz’ali, 2 trequartisti e 2 ali che si ritrovano spesso sullo stesso lato?
Eusebio Di Francesco indica la strada… quale?
Ho sempre attribuito ai giocatori (quelli che vanno in campo) la maggior parte delle responsabilità di una prestazione in campo, ma stavoltaanche Di Francesco ci ha messo un po’ del suo.
Così è successo un’altra volta anche con la SPAL: la Roma alla prima situazione avversa si scioglie come neve al sole (era successo con Falcinelli a Bologna, è accaduto di nuovo col rigore “dubbio” su Lazzari).
Nzonzi contro un’inarrestabile Petagna
E la stessa tensione che si palpava in campo in campionato ce la siamo poi ritrovata in Champions contro il CSKA Mosca. Se non ci fosse stato il “Sallucchione” (Olsen, ndr) nei primi 20 – 30 minuti anche questa partita avrebbe preso una piega per niente piacevole.
Robin Olsen, lo chiamavano “Sallucchione”
L’unica soluzione (provocazione) quindi è o fare una squadra solo per la Champions (visto che c’è qualcuno che dice che “la Champions è più bella”) oppure non rimane che far sentire l’inno della Champions anche il sabato o domenica!
Posted by Barbapress on Ottobre 5, 2018 in Calcio | ∞
Prima del Viktoria, abbiamo vinto il derby… boh, tutti contenti? Io non sono contento: quei primi 20’ di soli lanci per Dzeko, quella mancata voglia di chiudere la partita sull’1-0, ecc… ma poi, fortunatamente, abbiamo vinto in classico stile romanista.
Aleksandar Kolarov sigla il 2-1 su punizione
E poi in Champions una vittoria davvero convincente: abbiamo “scoperto” che Pellegrini puó essere un eccellente trequartista, che Cristante puó sgomitare, recuperare palloni e fare anche lanci di 30 metri.
Bryan Cristante, il vero jolly del centrocampo giallorosso
E poi, per una volta, nessuno ha nominato gli assenti; anzi, a dir la verità, solo Billy Costacurta ha detto qualcosa: “Lorenzo Pellegrini è meglio dell’attuale Nainggolan”. Ora testa all’Empoli, ritroviamo il nostro “amato” Andreazzoli. Daje Roma!